Luigi Mangione non rischia la pena di morte per l’omicidio del Ceo di United HealthCare Brian Thompson
Rischia la pena massima del carcere a vita senza possibilità di libertà su parola in caso di condanna. Quindi, nessuna pena di morte per Luigi Mangione, il 27enne imputato per l’assassinio del Ceo di United HealthCare Brian Thompson, ucciso il 4 dicembre 2024 a Manhattan di fronte ad un albergo, dove doveva partecipare ad una riunione del gruppo. Il giudice a cui fa capo il suo processo ha infatti respinto l’accusa mossa contro Mangione che, potenzialmente, lo avrebbe esposto alla possibilità di essere condannato alla pena capitale nel caso di condanna. La giudice Margaret M. Garnett ha respinto due delle quattro accuse contro Mangione. Per i suoi legali la decisione è una vittoria importante perché sono riusciti a far valere la tesi che lo stalking “non si configura come crimine violento” e non può essere quindi il presupposto per la pena di capitale. Gli avvocati del 27enne hanno anche sostenuto davanti al giudice che la decisione di chiedere la pena di morte fosse di natura politica.
La giudice ha deciso anche di ammettere al processo come prove quanto rinvenuto nello zaino di Mangione quando è stato fermato per la morte di Thompson. I legali di Mangione avevano invece chiesto che le prove raccolte dalla zaino fossero escluse dal processo perché la perquisizione effettuata allora era stata eseguita in modo illegale perché le autorità non avevano alcun mandato per agire.
Il giovane italoamericano, attualmente ancora sotto processo, vanta diversi ammiratori e sostenitori tra i numerosi critici del sistema sanitario statunitense. Tanto che poche ore prima della decisione del giudice un uomo, Mark Anderson, 35enne del Minnesota, si è finto un agente dell’FBI per liberarlo. Armato con un tagliapizza e una forchetta da barbecue, si è presentato in un carcere federale di Brooklyn affermando di avere un’ordinanza del tribunale per il rilascio di Mangione. L’uomo è però stato arrestato, come riferisce il New York Times.
Stando alla denuncia, Anderson è arrivato al carcere intorno alle 18:50 di mercoledì e ha detto agli agenti penitenziari di essere un agente dell’Fbi con documenti “firmati da un giudice” che autorizzavano il rilascio di un detenuto. Gli sono stati chiesti i documenti di identità e ha mostrato una patente di guida del Minnesota. Poi, ha detto di essere armato e ha iniziato a lanciare documenti contro gli agenti penitenziari, documenti che, secondo la denuncia, riguardavano una causa contro il Dipartimento di Giustizia Usa. Gli è stato trovato addosso un tagliapizza e una forchetta da barbecue. Anderson, secondo una delle persone informate sui fatti, lavorava in una pizzeria a New York.
Dopo il suo arresto per l’omicidio di Brian Thompson, Mangione ha ricevuto un’ondata di sostegno. Molte persone hanno contribuito al suo fondo per la difesa legale e gli hanno inviato lettere, libri e fotografie personali al carcere federale, il Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Il suo fondo per la difesa ha raccolto circa 1,4 milioni di dollari finora.