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Si finge un agente dell’FBI, entra in carcere e tenta di liberare Luigi Mangione con un tagliapizza e un fochettone da barbecue: arrestato

Mark Anderson, 35enne del Minnesota, è stato fermato dagli agenti di Brooklyn dopo aver mostrato documenti falsi
Si finge un agente dell’FBI, entra in carcere e tenta di liberare Luigi Mangione con un tagliapizza e un fochettone da barbecue: arrestato
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Si era qualificato come agente dell’FBI agli addetti del carcere federale di New York. E aveva detto di essere in possesso di “documenti firmati da un giudice” per autorizzare il “rilascio di un detenuto specifico“, come si legge nella denuncia. Il detenuto specifico, però, era nientemeno che Luigi Mangione, in carcere per l’omicidio dell’amministratore delegato della compagnia assicurativa sanitaria UnitedHealthcare Brian Thompson, freddato a colpi di pistola nel dicembre 2024. Il giovane italoamericano, attualmente ancora sotto processo, può vantare infatti diversi ammiratori e sostenitori tra i numerosi critici del sistema sanitario statunitense.

Uno di loro è appunto Mark Anderson, 35enne del Minnesota, che per liberarlo si è finto un agente dell’FBI. Il tentativo di fuga è stato però immediatamente svelato quando gli agenti del carcere gli hanno chiesto di identificarsi e di far vedere le sue credenziali. Lui ha esibito una patente di guida dello Stato centro-settentrionale – al centro dell’attenzione mondiale per gli omicidi dell’ICE dei giorni scorsi – e ha affermato di essere armato. Ma non di una pistola, bensì di una forchetta da barbecue e di un tagliapizza.

Sono queste le “armi” che la polizia newyorkese ha ritrovato nel suo zaino dopo l’arresto. L’uomo, scoperto, avrebbe lanciato dei documenti agli agenti del Bureau of Prisons, fogli di rivendicazioni legali contro il Dipartimento di Giustizia. Il 35enne ora dovrebbe comparire davanti al tribunale federale di Brooklyn nelle prossime ore. Non è chiaro se e quale collegamento ci sia con Mangione, ed è probabile l’azione individuale di un ammiratore “esagitato”.

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