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“Non volete l’Ice per le Olimpiadi? Fa*****o, senza gli Usa non avete difese. Non apprezzate nulla di quello che facciamo per voi”: Bannon accusa l’Italia

In un’intervista a Repubblica l’ex stratega di Trump attacca Roma, l’Europa e Giorgia Meloni: “Globalista, irrilevante per Washington”
“Non volete l’Ice per le Olimpiadi? Fa*****o, senza gli Usa non avete difese. Non apprezzate nulla di quello che facciamo per voi”: Bannon accusa l’Italia
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Steve Bannon alza il livello dello scontro con l’Europa e con l’Italia. In una lunga intervista a la Repubblica, l’ex consigliere strategico di Donald Trump usa toni durissimi contro il governo italiano, la Nato e in particolare contro l’ipotesi di un ridimensionamento della presenza delle agenzie di sicurezza statunitensi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “Citami letteralmente: fuck you”, dice Bannon, rivendicando senza attenuazioni la sua posizione.

Al centro delle dichiarazioni c’è la polemica sulla presenza dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) in Italia. Per Bannon, il tema va ben oltre una singola agenzia: “Non è solo l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi”, afferma. E aggiunge: “Non dovremmo mandare l’Ice, l’Fbi, il Dhs, così non avreste protezione da tutti i cattivi soggetti e i terroristi che avete fatto entrare. Meglio così, risparmiamo soldi”. Nel mirino finiscono anche le Olimpiadi invernali: “Anzi, ritiriamo la squadra dai Giochi. Non potrebbe fregarmene di meno”. Per Bannon, questa è la dimostrazione di una frattura più ampia: “Questo è il motivo per cui gli americani sono stanchi della Nato. Non avete infrastrutture, logistica, forza militare. Senza di noi non avreste difese, ma non apprezzate nulla di quello che facciamo per voi”.

Nell’intervista a Repubblica, Bannon prende di mira direttamente la presidente del Consiglio italiana. Il giudizio è netto: “Lei era fantastica, ora è diventata una globalista totale”. Secondo l’ex consigliere di Trump, Meloni avrebbe scelto una linea opportunistica: “Ha giocato il gioco della Ue perché le servivano i soldi, e quello della Nato”. E sull’Ucraina aggiunge: “Parla tanto, ma quando si tratta di mandare finanziamenti e truppe cambia canzone. Francamente, credo che nulla di quanto dice sia rilevante, perché non ha risorse economiche e militari per sostenerlo. Non la prendo più seriamente e nessuno negli Usa lo fa”.

Ampio spazio è dedicato anche alla politica interna americana. Bannon critica quella che definisce un’esitazione di Trump nella gestione delle tensioni a Minneapolis: “La gente intorno a lui parlava di de-escalation, ma Homan non è tipo da farla”, dice riferendosi a Tom Homan. Accusa il sindaco e il governatore di non voler applicare le leggi federali sull’immigrazione e di sostenere “gli antifa, designati come gruppo terroristico, che conducono un’insurrezione”. Per Bannon, il problema riguarda anche l’Europa e l’Italia: “Il loro modello di business è uguale a quello dell’Italia: importare in massa immigrati, dando sussidi pagati dai contribuenti, per cambiare società e cultura”. Alla domanda su cosa dovrebbe fare Trump, la risposta è drastica: “Dovrebbero dare un ultimatum: avete 72 ore per collaborare, se non lo fate inizieremo ad arrestarvi”. Anche governatori e sindaci, secondo lui, sarebbero perseguibili perché “violano la legge federale”.

Sul dossier iraniano, Bannon prende le distanze da un’azione militare diretta: “Non dobbiamo bombardare perché ce lo chiedono gli israeliani per il loro progetto imperiale”, afferma, sostenendo invece una strategia basata su sanzioni e pressione economica. “Il cambio di regime deve essere una responsabilità dei persiani”. Infine, Bannon conferma di non aver abbandonato il progetto italiano più controverso: l’apertura di una scuola di formazione politica nell’ex monastero di Trisulti. “Certo, e stiamo vincendo sul piano legale”, afferma. “Apriremo la nostra Accademia dei Gladiatori, dove milioni di studenti impareranno politica e comunicazione di destra”. Infine, pur criticando duramente la classe dirigente italiana — “l’Italia ha la peggior classe politica sulla Terra, perché ruba alla propria gente” — Bannon conclude con un messaggio ambiguamente conciliatorio: “Amo gli italiani e Roma, siete uno dei grandi Paesi del mondo”.

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