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Reuters: “Trump valuta cambio di regime in Iran”. Teheran: “Risposta rapida e schiacciante a ogni attacco”

Cremlino: "No all'uso della forza, seminerebbe il caos". Il Consiglio Ue sanziona 21 soggetti (incluso il ministro degli Interni) per le uccisioni durante la repressione: verso l'inserimento dei pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche. Berlino esorta all'accordo sul nucleare
Reuters: “Trump valuta cambio di regime in Iran”. Teheran: “Risposta rapida e schiacciante a ogni attacco”
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Dopo l’avviso di Trump all’Iran, possibile candidato al “trattamento Venezuela, il Cremlino mette in guardia Trump sulla soluzione militare e invita a proseguire con i negoziati diplomatici. Secondo Reuters, la Casa bianca non esclude il cambio di regime detronizzando la guida suprema Ali Khamenei. Intanto l’Europa si prepara ad inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, con la decisione attesa nel pomeriggio: ma il Consiglio Affari esteri riunito oggi a Bruxelles ha già adottato nuove sanzioni verso 21 soggetti (individui e organizzazioni) ritenuti responsabili della repressione in Iran. L’Obiettivo occidentale è aumentare la pressione sull’Iran per convincerlo a chiudere un accordo sull’energia nucleare. Ma la Russia prova a frenare il pressing e a scongiurare l’intervento armato degli Stati Uniti. Teheran reagisce con le minacciando “una risposta schiacciante” in caso di attacco degli Stati Uniti, anche grazie a mille nuovi droni. Citato dalla tv di Stato, il capo dell’Esercito iraniano, il generale Amir Hatami ha ribadito le priorità di Teheran: “rafforzare le proprie risorse strategiche in vista di una risposta rapida e schiacciante a qualsiasi invasione e attacco”. I mille velivoli senza pilota a disposizione delle forze armate, secondo Hatami sono la conseguenze delle “nuove minacce e degli insegnamenti tratti dalla guerra di 12 giorni”, contro Israele a giugno. Intanto, l presidente turco Erdogan si propone come mediatore in un incontro tra Usa e Iran per cercare di alleviare le tensioni. Il ministro della Difesa Guido Crosetto sembra non credere ad un intervento militare immediato: “Le parole di Trump? Lo sapevamo benissimo che ci sono molti mezzi americani verso l’Iran. Per adesso non siamo ancora preoccupati”, ha risposto ai cronisti a margine del convegno romano “Difesa e sicurezza in un mondo instabile”.

Trump valuta il cambio di regime, la Russia invita ai negoziati

Il Cremlino esorta a trattatare ancora con Teheran. Il “potenziale” affinché i negoziati possano portare a risultati positivi è “lungi dall’essere esaurito”, ha dichiarato il portavoce di Putin Dmitry Peskov: “Continuiamo a invitare tutte le parti alla moderazione e ad astenersi dal ricorrere alla forza per risolvere questa controversia. Qualsiasi azione coercitiva non farebbe altro che seminare il caos nella regione”, ha concluso Peskov.

Secondo l’agenzia di stampa Reuters Donald Trump sta valutando diverse opzioni contro l’Iran. Non sono esclusi attacchi mirati contro leader e forze di sicurezza, per incoraggiare i manifestanti a non abbandonare il dissenso. Stando ai funzionari Usa ascoltati dall’agenzia, il presidente Usa vorrebbe creare le condizioni per un “cambio di regime”, per via della repressione contro il movimento di protesta e l’uccisione di migliaia di persone. Per farlo, Trump stava valutando la possibilità di colpire comandanti e istituzioni ritenuti responsabili delle violenze, spronando i manifestanti ad invadere edifici governativi e di sicurezza. Una delle fonti statunitensi citate da Reuters ha affermato che le opzioni discusse dai collaboratori di Trump includevano anche un attacco molto più ampio con effetti duraturi, per colpire i missili balistici o i programmi di arricchimento nucleare. Ma Trump non avrebbe ancora preso una decisione definitiva.

Axios: delegati di Israele e Arabia Saudita a Washington. Tel Aviv condivide dati di intelligence, Riyad frena l’intervento militare

Secondo Axios funzionari della difesa e dell’intelligence di Israele e dell’Arabia Saudita sono a Washington per il dossier iraniano, almeno da martedì. Il capo della Casa Bianca ha ordinato il rafforzamento della presenza militare Usa nel Golfo, ma non ha ancora preso una decisione finale. Se ieri ha minacciato un attacco “peggiore” di quello di giugno, i suoi consiglieri continuano a ipotizzare una soluzione diplomatica. Israele e Arabia Saudita, come pure gli altri Paesi della regione, sono protagonisti interessati e da giorni sono in allerta per possibili raid. Secondo la testata Usa, gli israeliani sono arrivati a Washington per condividere intelligence su possibili target all’interno dell’Iran. I sauditi, al contrario, sono preoccupati dal rischio di una guerra regionale e spingono per una soluzione diplomatica. Il sito americano ha rivelato che martedì e mercoledì il capo dell’intelligence militare israeliana, il generale Shlomi Binder, ha avuto colloqui con funzionari al Pentagono, alla Cia e alla Casa Bianca. Binder sarebbe a Washington per collaborare con l’Amministrazione Trump, condividendo dati intelligence sull’Iran richiesti dalla Casa Bianca.

L’Europa sanzioni il ministro dell’Interno, il procuratore generale e comandanti Pasdaran

Il Consiglio dell’Ue ha deciso di imporre sanzioni a 15 persone e sei entità. Sono inclusi il ministro dell’Interno e capo del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran Eskandar Momeni. “In tale veste controlla le forze dell’ordine iraniane (LEF), responsabili di palesi e gravi violazioni dei diritti umani nel paese – si legge nelle motivazioni -. Momeni ricopre anche la carica di vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) e in tale veste controlla diverse forze di sicurezza dell’IRGC, comprese le forze di resistenza Basij. In tale duplice ruolo Momeni è responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta che ha provocato centinaia di vittime per mano di diversi reparti delle forze di sicurezza sotto il suo controllo”. Figurano nell’elenco anche tre comandanti delle Guardie rivoluzionari: Haidar Olfati, Morteza Sheikhi e Seyed Ali-Asghar Pourbehesht. Sanzionati anche il procuratore generale Mohammad Movahedi-azad e il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari.

Attesa decisione per i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche

Francia, Germania, Olanda, Italia e Spagna premono sull’inserimento dei Pasdaran (i Guardiani della Rivoluzione) nella lista europei dei gruppi terroristici. L’Alta rappresentante per gli Affari esteri Kaja Kallas ha esortato a chiudere l’intesa contro la milizia iraniana già oggi. “Mi aspetto che saremo d’accordo sull’inserimento nella lista delle organizzazioni terroristiche”, ha dichiarato il capo della diplomazia del Vecchio Continente entrando alla riunione del Consiglio affari esteri a Bruxelles. La volontà dell’Ue è mettere i Pasdaran “sullo stesso piano di Al Qaeda, Hamas, Daesh”, ha chiarito Kallas, sottolineando il bilancio delle vittime dopo le proteste di piazza in Iran. “Stiamo anche mandando un messaggio chiaro, la repressione delle persone ha un prezzo”, ha avvisato l’esponente estone. Tuttavia “i canali diplomatici rimarranno comunque aperti anche dopo l’inserimento della Guardia rivoluzionaria nella lista”. Lo scopo infatti è anche premere per un’intesa sull’atomo: “Spero che si possa giungere a un accordo positivo” sul nucleare iraniano, “perché nessuno ha bisogno di un altro conflitto. Ma il regime deve sapere che non può tornare ad agire come in passato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all’arrivo alla riunione con gli omologhi europei.

Sull’inserimento dei Pasdaran nella lista europea dei gruppi terroristici, “ho molta fiducia che troveremo un accordo oggi”, ha chiarito Wadephul. Sulla stessa linea è Parigi: “la repressione insostenibile che si è abbattuta sulla protesta pacifica del popolo iraniano non può restare senza risposta”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. Specificando la reazione: “Adotteremo oggi delle sanzioni Ue contro responsabili della repressione: procuratori, capi della Polizia, Pasdaran, più di venti individui ed entità che si vedranno congelare i beni e non potranno entrare nell’Ue”. Anche i Paesi bassi, la Spagna e l’Italia sono favorevoli al pugno duro contro i Pasdaran. “Oggi ci sarà eventualmente una decisione politica, poi la decisione concreta verrà nel giro di qualche settimana”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, lieto della “grande convergenza da parte di tutti i Paesi europei”. Sulla lista dei membri dei Pasdaran che verranno sanzionati, “mi pare che ci sia già un accordo politico”, ha aggiunto il forzista, e “credo che oggi sarà assolutamente approvata questa lista”.

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