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Milleproroghe, inammissibile l’emendamento di Forza Italia che riduceva i tempi delle porte girevoli

Gli azzurri volevano portare il divieto da 3 a un anno per i privati. Un primo tentativo era già stato fatto con la Manovra
Milleproroghe, inammissibile l’emendamento di Forza Italia che riduceva i tempi delle porte girevoli
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Inammissibile. Il tentativo di Forza Italia per allentare le porte girevoli nella Pubblica amministrazione, riducendo da 3 a un anno il periodo di divieto, è stato cassato: l’emendamento al decreto Milleproroghe a prima firma Gloria Saccani Jotti è inammissibile. Un primo tentativo era già stato fatto con la Manovra ma la norma era stata stralciata dal maxi-emendamento per l’Aula del Senato.

Nel dettaglio, la modifica proponeva di ridurre da tre a un anno il periodo di divieto per coloro che abbiano svolto poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni a svolgere attività lavorativa o professionale con aziende private con le quali avevano avuto a che fare nel corso del loro mandato.

Il fallito tentativo forzista era stato anticipato dal Fatto Quotidiano nell’edizione odierna dando conto sia della riduzione del cuscinetto che delle motivazioni sottostanti: le nomine in arrivo, soprattutto nel settore Difesa. La norma, tra l’altro, prevedeva anche un accorciamento dei tempi in caso di passaggio dal privato al pubblico.

Il principio, spiegano fonti parlamentari, sarebbe quello di evitare di rendere troppo “punitivo” il fatto di lavorare nella Pubblica amministrazione creando svantaggio rispetto al privato. Dall’altra parte però, la norma era stata pensata nel 2001 proprio per evitare conflitti di interessi o di favorire privati con cui si hanno già accordi non scritti per andare a lavorare una volta finito il mandato. Non solo: viene considerata come uno dei cardini dell’impalcatura normativa anticorruzione nella Pubblica amministrazione.

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