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85 secondi alla catastrofe globale: l’inquietante aggiornamento degli scienziati al Doomsday clock, “l’orologio dell’apocalisse”

I conflitti, la proliferazione nucleare, ma anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e i cambiamenti climatici. Gli esperti del The Bulletin of the Atomic Scientists lanciano l'allarme: nel 2025 sono stati registrati altri quattro secondi verso l'irreparabile
85 secondi alla catastrofe globale: l’inquietante aggiornamento degli scienziati al Doomsday clock, “l’orologio dell’apocalisse”
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L’apocalisse non è mai stata così vicina. Le lancette del Doomsday Clock, che ticchettano la sorte dell’umanità al ritmo del progresso e delle nuove tecnologie che via via implementiamo, sono state portate avanti. Mancano adesso solo 85 secondi alla mezzanotte, ora simbolica della catastrofe globale.

Con lo sguardo severo gli scienziati del The Bulletin of the Atomic Scientists, organizzazione no profit fondata nel 1947, hanno aggiornato l’orologio ideato da scienziati come Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer dopo la tragedia nucleare di Hiroshima e Nagasaki. Un campanello d’allarme simbolico per farci aprire gli occhi su come alcune invenzioni che stiamo sviluppando ci stiano avvicinando all’autodistruzione.

“Il Comitato scientifico e di sicurezza del Bulletin ritiene che l’umanità non abbia compiuto progressi sufficienti per quanto riguarda i rischi esistenziali che mettono in pericolo tutti noi. Abbiamo quindi deciso di spostare l’orologio in avanti – ha detto Alexandra Bell, presidente e CEO del Bulletin of the Atomic Scientists – l’orologio dell’apocalisse è uno strumento che serve a comunicare quanto siamo vicini alla distruzione del mondo con le tecnologie che noi stessi abbiamo creato. I rischi che corriamo a causa delle armi nucleari, dei cambiamenti climatici e delle tecnologie dirompenti sono tutti in aumento. Ogni secondo è prezioso e il tempo a nostra disposizione sta per scadere. È una dura verità, ma questa è la nostra realtà. Mancano ora 85 secondi alla mezzanotte”.

Nel 2025 lancette sono saltate avanti di ben 4 secondi (rispetto agli 89 secondi al disastro dell’anno precedente) spinte dalla minaccia di guerre nucleari, dall’accelerazione dello sviluppo di arsenali atomici e dal rischio che armi nucleari possano essere dispiegati anche nello spazio. E poi l’aggravarsi dei cambiamenti climatici, il pericolo di disastri biologici e pandemie da cui non siamo preparati a difenderci e, su tutti, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

“Siamo al momento più critico nella storia dell’orologio. In ognuna delle aree che osserviamo non solo non siamo riusciti a fare i passi necessari a ridurre i rischi per l’umanità ma ne abbiamo creati altri ancora più grandi. I conflitti si sono intensificati nel 2025 con molteplici operazioni militari che hanno coinvolto stati dotati di armi nucleari” ha detto Daniel Halz, presidente del consiglio del Bullettin con sede a Chicago, portando l’attenzione su altro pericoloso conto alla rovescia: “La prossima settimana scadrà l’ultimo trattato che regola le scorte di armi nucleari tra Stati Uniti e Russia. Per la prima volta in oltre mezzo secolo, non ci sarà nulla che impedirà una corsa sfrenata agli armamenti nucleari”.

Quei 4 secondi saranno colpa di Trump? Russia, Cina e Stati Uniti hanno un bel palleggio di responsabilità da fare ma sul presidente e capo della maggiore economia mondiale, gli scienziati atomici puntano il dito: “Quando Vladimir Putin e Donald Trump si sono incontrati in Alaska, la questione del rinnovo del trattato sul nucleare New Start non è stata sollevata. Ci deve essere una certa prevedibilità sul numero di armi che gli Stati Uniti e la Russia schiereranno, e poi bisogna iniziare a coinvolgere la Cina sulla stessa questione – sostiene Steve Fetter membro del Consiglio del Bulletin – La realtà è che sotto le diverse amministrazioni precedenti a Trump, mantenere la sicurezza internazionale era un lavoro quotidiano. Dall’insediamento del tycoon questo è cessato. Non ci sono persone intelligenti che lavorano su questo problema, che interagiscono con i nostri avversari per cercare di ridurre il pericolo nucleare. Ed è questo che deve cambiare”.

Trump è protagonista di quelle che gli scienziati del Bulletin chiamano “tendenze autocratiche che ostacolano la cooperazione internazionale e fungono da moltiplicatore di minacce, rendendo il mondo più impotente di fronte ai pericoli esistenziali”, come osserva Halz: “Conosciamo con allarme le recenti tragedie del Minnesota e l’erosione dei diritti costituzionali dei cittadini americani. La storia ha dimostrato che quando i governi smettono di rendere conto ai propri cittadini, ne conseguono conflitti e miseria. E questa tendenza globale rende il mondo più pericoloso per tutti”.

Ad aumentare le preoccupazioni degli scienziati del Doomsday Clock è l’intelligenza artificiale: la minaccia di una sua integrazione non regolamentata nelle apparecchiature militari, di un potenziale uso improprio per creare minacce biologiche e del ruolo nel’IA nel diffondere disinformazione a livello globale. “La tecnologia che governa le nostre vite sta provocando una armageddon dell’informazione. Dai Social Media all’intelligenza artificiale generativa, nessuna di queste tecnologie è ancorata ai fatti. Le piattaforme che mediano le nostre informazioni sono state costruite su un modello estrattivo e predatorio. Hanno trasformato la nostra attenzione in una merce e la nostra indignazione nel loro modello di business. Non ci connettono, ci dividono. E questa divisione, ha permesso il crollo della cooperazione e l’ascesa di leader illiberali che sfruttano il caos” ha sottolineato la premio Nobel per la Pace e CEO di Rappler Maria Ressa. “Quello a cui stiamo assistendo – continua Ressa – è qualcosa di ancora più pericoloso, ovvero la fusione dei poteri di stato con gli oligarchi tecnologici che controllano le piattaforme”.

E mentre il mondo si interroga su benefici e pericoli dell’intelligenza artificiale, questa tecnologia si dimostra già un flagello per i lavoratori britannici. Uno studio condotto da Morgan Stanley ha riscontrato che il Regno Unito è il paese che più delle altre grandi economie mondiale come Giappone, Stati Uniti Germania e Australia è stato colpito dall’uso dell’IA, responsabile per un 8% di riduzione di posti di lavoro nelle aziende britanniche negli ultimi 12 mesi.

Ma è ancora possibile portare indietro le lancette del Doomsday Clock? Sì. E questo è il messaggio degli scienziati di Chicago e la vera missione dell’orologio della catastrofe. “L’orologio non predice il futuro ma fa luce sulla situazione corrente. È già stato riportato indietro in passato e può esserlo di nuovo – dicono – ma spetta a noi. I cittadini di tutto il mondo devo esigere che i propri governanti facciano di più, che cooperino per identificare e mitigare i rischi per il mondo, o forse trovare leader disposti a farlo. Le tecnologie e le capacità per invertire le lancette ci sono già”.

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