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Il Cnr elimina l’Istituto di studi giuridici internazionali: che farsene infatti, se il diritto vale solo fino a un certo punto?

Da quando ci sono Meloni, Tajani, Crosetto &co., l'Italia è diventata una sorta di filiale di Trump. Che spazio può esserci per lo studio del diritto internazionale in un Paese del genere?
Il Cnr elimina l’Istituto di studi giuridici internazionali: che farsene infatti, se il diritto vale solo fino a un certo punto?
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Forse ispirati dal pensatore che regge dalla Farnesina le precarie sorti della politica estera italiana, i vertici del Cnr hanno deciso di eliminare l’Istituto di studi giuridici internazionali, che pure vanta quarant’anni di proficua esistenza segnati dallo svolgimento di vari importanti ricerche sulla prassi italiana di diritto internazionale, i diritti umani, le migrazioni, le organizzazioni internazionali, l’ambiente e molti altri temi ancora.

Che farsene infatti di un diritto che vale, se vale, solo fino a un certo punto (su quale sia tale punto ho azzardato una mia spiegazione)? E che senso ha studiarlo, visto che si tratta di un oggetto scientificamente quantomai vago e indeterminato? Tanto varrebbe dedicarsi ad approfondire il sesso degli angeli o la natura dell’araba fenice. Visto anche e soprattutto che di soldi, almeno a parere di lorsignori, ne porta ben pochi, a fronte dei sostanziosi investimenti per la ricerca in materia bellica, che inondano di soldi tutti coloro che, compresi i ricercatori – stanchi di irricevibili utopie tipo pace, Nazioni Unite, diritti umani e simili – hanno scelto responsabilmente di occuparsi di armamenti e della guerra che prima o poi arriverà.

A parziale discolpa degli attuali esecutori materiali del malsano progetto, può aggiungersi che l’idea di sopprimere l’organo di ricerca dedito allo studio del diritto internazionale non è del tutto nuova e originale. Fu lanciata dieci anni fa circa, con la consueta motivazione di stampo burocratico di “razionalizzare” la rete scientifica, ma l’attacco venne respinto. Oggi il nuovo assalto potrebbe avere successo, dato che i finanziamenti alla ricerca diventano sempre più scarsi e selettivi e lo “spirito dei tempi” è totalmente contrario a qualsiasi diritto, specie se internazionale.

Basti pensare che alla Casa Bianca risiede, e salvo gradite sorprese pare destinato a permanervi per almeno altri tre anni, un signore che più che a Grozio o altri illustri giuristi ha preso a modello Al Capone, l’Olonese e altri illustri esponenti della malavita e della pirateria internazionali, come dimostrato dall’impresa terroristica con la quale, facendo centinaia di vittime, ha sequestrato il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e la sua compagna, anch’essa dirigente politica, Cilia Flores, nel tentativo peraltro fallito di imporre la sua volontà a detto Stato sovrano; e si sta ora probabilmente preparando ad eliminare coloro che del presidente venezolano hanno legittimamente preso il posto, e lo occuperanno finché permane l’impedimento – del tutto illegittimo – determinato dall’azione illecita dei criminali a stelle e a strisce.

Sto parlando di Donald Trump che, per governare Gaza, si è costruito una struttura, denominata Board of peace, fatta a sua immagine e somiglianza e che vorrebbe presiedere a vita; destinata, secondo i suoi deliranti desideri, a prendere il posto delle Nazioni Unite, organizzazione che del resto, quantomeno a partire da 60 anni a questa parte – e cioè da quando nell’Assemblea generale, in virtù del processo storico di decolonizzazione, si è insediata una maggioranza ostile – gli Stati Uniti non hanno mai amato, ma che oggi con Trump hanno cominciato apertamente ad odiare.

Un presidente degli Stati Uniti che considera diritto internazionale, sovranità degli Stati, diritti umani e simili solo come sgradevoli ostacoli alla sua personale brama di potere e ricchezza spropositati, come dimostrato dall’oltranzistico sostegno al genocidio del popolo palestinese e dalla persecuzione sfrenata dei migranti e, fino ad ammazzarli a sangue freddo, di chiunque sia solidale con loro.

L’Italia è sempre stata una succursale degli Stati Uniti ma, da quando ci sono Meloni, Tajani, Crosetto & C., è diventata una sorta di filiale di Trump. Che spazio può esserci per lo studio del diritto internazionale in un Paese del genere, governato da una presidente del Consiglio che, unica al mondo, non si è vergognata di giustificare il sequestro criminale di Nicolas Maduro e Cilia Flores, blaterando in modo dissennato di “guerra ibrida” condotta col preteso narcotraffico che, come sanno gli specialisti del ramo, non riguarda per nulla il Venezuela, del cui governo gli Stati Uniti si vogliono sbarazzare, come del resto dicono apertamente, per mettere le mani sulle cospicue risorse naturali, specie petrolifere, del Paese?

Sudditanza assoluta dimostrata anche dal totale supporto a Israele, i cui militari, dopo aver più volte bombardato le forze dell’Unifil compreso il contingente italiano, si permettono di far inginocchiare i nostri carabinieri puntando loro alla testa armi forse comprate in Italia o comunque in Occidente. In effetti a un Paese con la dignità così tanto degradata il diritto internazionale non serve.

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