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La società petrolifera del finanziatore di Trump compra impianti strategici in Germania. Ed è polemica sulla sicurezza nazionale

La Sunoco LP ha preso il controllo di strutture di stoccaggio di greggio e di oleodotti di importanza militare in territorio tedesco. La critica: "Questa infrastruttura militare è estremamente importante per la capacità operativa delle forze aeree: il fatto che ora sia posseduta al 49% da una società statunitense è un fatto politicamente molto delicato"
La società petrolifera del finanziatore di Trump compra impianti strategici in Germania. Ed è polemica sulla sicurezza nazionale
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La compagnia petrolifera statunitense Sunoco LP ha preso il controllo di impianti di stoccaggio del petrolio e di oleodotti di importanza militare in Germania. Il più grande operatore tedesco di stoccaggio di gas in cisterne TanQuid GmbH & Co. KG è passato di mano, l’annuncio sul web già il 16 gennaio. L’azienda USA, già in Europa con terminali per combustibili liquidi in località chiave (tra cui Amsterdam e Bantry Bay, in Irlanda), entrando anche nel più grande operatore indipendente tedesco – con 15 terminal in Germania e uno in Polonia – espande così la sua presenza in infrastrutture critiche che consentono, oltre alla distribuzione del carburante, anche lo stoccaggio strategico per enti governativi.

Dietro l’operazione c’è il volto del miliardario settantenne Kelcy Warren, amministratore delegato e presidente di Energy Transfer Partners, di cui Sunoco, fondata come Sun Oil nel 1886 e diventata Sunoco Inc. nel 1998, è una consociata. Finanziatore di Trump – si stima abbia donato più di 13 milioni di dollari alla campagna del 2024 – nel 2017, pochi giorni dopo il suo insediamento, era stato ringraziato con lo sblocco del progetto dell’oleodotto Dakota Access. Una pipeline cui gli Standing Rock Sioux e altre comunità di nativi americani si opponevano per i rischi che avrebbe rappresentato all’approvvigionamento idrico e ai loro siti sacri. Con il perfezionamento dell’ingresso in TanQuid, l’azienda di Warren controlla ora da Filadelfia circa un quinto della capacità di stoccaggio di gas in cisterne della Germania e oltre mille chilometri di oleodotti, nonché il 49 % del pacchetto della società di gestione degli oleodotti detenuto dall’operatore tedesco. TanQuid rifornisce principalmente l’industria petrolifera e clienti del settore petrolchimico; i suoi oleodotti a lunga distanza sono tuttavia di importanza strategica perché forniscono, tra le altre cose, cherosene agli aeroporti militari tedeschi, come quello di Büchel, dove sono immagazzinate le armi nucleari americane, e la base aerea di Neuburg, da cui decollano gli Eurofighter.

“Questa infrastruttura militare è estremamente importante per la capacità operativa delle forze aeree: il fatto che ora sia posseduta al 49% da una società statunitense è un fatto politicamente molto delicato” ha commentato alla ZDF Jacopo Maria Pepe, della Fondazione tedesca per gli affari internazionali e la sicurezza. Sebbene TanQuid non detenga una quota di maggioranza nella rete di oleodotti della Nato, attraverso la sua quota nella società operativa delle pipelines (Fernleitungs-Betriebsgesellschaft o FBG) ha comunque un peso in caso di scontro militare. “L’acquisto fornisce agli Stati Uniti informazioni sulle capacità e le debolezze del sistema”, ha osservato Pepe. Quand’anche il 51% della FBG rimanga in mano al ministero della Difesa tedesco “se a causa dell’usura o di un sabotaggio fossero necessarie delle riparazioni, gli USA possono bloccarle”.

Secondo documenti depositati dalla società americana presso la Commissione statunitense di controllo della borsa, l’accordo tra TanQuid e Sunoco era stato raggiunto fin da marzo 2025. Sunoco avrebbe pagato circa 500 milioni di euro, facendosi al contempo carico anche di debiti per circa 300 milioni di euro della società tedesca. Era però ancora necessario il superamento del processo di revisione degli investimenti, in cui il ministero federale dell’Economia e dell’Energia tedesco (BMWE) diretto da Katherina Reiche (CDU) analizzasse se fosse a repentaglio la sicurezza della Germania, o di un altro Stato membro dell’UE. Il 9 gennaio il BMWE ha dato sorprendentemente il via libera, seppure condizionato. “Le condizioni di approvazione garantiscono la fornitura continua delle capacità di stoccaggio dei serbatoi del Gruppo TanQuid” ha assicurato un portavoce ministeriale a ZDF e Spiegel, rifiutando di rispondere alle critiche alla cessione di impianti di importanza strategica, e se i requisiti siano commisurati all’importanza dell’infrastruttura in termini di sicurezza politica.

“Il Governo tedesco non avrebbe mai dovuto approvare questo accordo”, ha dichiarato invece allo Spiegel Nina Noelle di Greenpeace, secondo cui sono state cedute infrastrutture energetiche critiche a una multinazionale statunitense di combustibili fossili, ignorando tutte le preoccupazioni in materia di sicurezza e politica climatica. Energy Transfer e la sua controllata, Sunoco, sarebbero state effettivamente multate tra il 2013 e il 2020 per milioni di dollari dalle autorità statunitensi per numerose violazioni del Clean Water Act, fuoriuscite di petrolio e inquinamento, scrive Jasper van Teeffelen ricercatore del Centro olandese di ricerca sulle industrie multinazionali (Somo), organizzazione che peraltro dichiara apertamente di voler “trasformare il sistema economico limitando il potere delle aziende e sostenendo la giustizia sociale”. Von Teefelen sostiene che gli europei dovrebbero essere più attenti a non abdicare agli standard climatici dando spazio al favore dell’amministrazione americana per le aziende fossili. Anche Michael Kellner, esperto di politica energetica dei Verdi, d’altronde ha definito la decisione del Governo tedesco del tutto incomprensibile: “Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dagli Stati Uniti, non aumentarla. Importanti infrastrutture non appartengono a mani russe, americane o cinesi” indica a Manager Magazin. I Verdi avevano già sollevato la questione in un’interrogazione al Bundestag (la numero 21/746) l’8 luglio 2025.

L’acquisizione segna oltre a tutto un ulteriore aumento di dipendenza energetica dagli Stati Uniti. Dopo la cessazione delle forniture di gas russo a seguito della guerra in Ucraina e della distruzione dei gasdotti Nord Stream, la Germania ha fatto ampio affidamento sul gas naturale liquefatto (GNL) statunitense. Tra il 2021 e il 2025, le importazioni di GNL dagli USA verso l’UE sono quasi quadruplicate arrivando a circa il 57%. Anche se l’Agenzia federale tedesca per le reti sottolinea che la Germania adesso non si trova in una situazione di carenza e ha diversificato le rotte di importazione, permane una dipendenza strutturale. TanQuid era una struttura critica secondo la normativa tedesca “Kritis”, a Berlino pare però abbia rilevato piuttosto che Sunoco è un’azienda leader, esperta e operante a livello internazionale nel settore delle infrastrutture e della distribuzione di carburante. Proprio mentre il Pentagono dichiara che gli europei devono difendersi meglio da sé, gli USA aumentano così significativamente il loro controllo. Tanto più che dal 2024, Energy Transfer, attraverso la sua controllata Sunoco, ha già acquisito asset infrastrutturali energetici europei per un valore di quasi 700 milioni di euro, come rimarcato da Jasper van Teeffelen. L’acquisizione di TanQuid è più di un semplice cambio di proprietà, ha messo a fuoco anche Thomas Sabin su Focus, tocca questioni di sicurezza dell’approvvigionamento e dipendenza geopolitica. Con il vertice europeo sullo sviluppo dell’eolico off shore indetto il 26 gennaio ad Amburgo, il Cancelliere Merz non potrà rimediare ai rischi di dipendenza posti alla difesa aerea.

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