Iran, Tajani: “I Pasdaran siano inclusi nella lista Ue dei gruppi terroristici”. Teheran convoca l’ambasciatore italiano
Prima il question time in Senato giovedì 22 gennaio, durante il quale si era schierato a favore di “sanzioni” contro “chi ha ordinato i massacri e li ha eseguiti”, aveva detto riferendosi alla repressione delle manifestazioni delle scorse settimane da parte del regime in Iran. Quindi lunedì il post su X con cui ha annunciato di voler chiedere l’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni riconosciute come terroristiche dall’Ue. Oggi Teheran ha risposto al ministro degli Esteri Antonio Tajani convocando l’ambasciatore italiano.
Il governo italiano è favorevole a “un nuovo pacchetto di sanzioni incisive ed efficaci dirette contro chi ha ordinato i massacri e li ha eseguiti” in Iran, aveva detto giovedì il capo della Farnesina a palazzo Madama, spiegando che l’Ue sarebbe intenzionata ad approvare le misure “già in occasione del prossimo Consiglio affari esteri a Bruxelles la settimana prossima”. “Stiamo valutando se inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche nel complesso i Pasdaran”, aveva aggiunto, spiegando che “sono due cose distinte”.
Lunedì Tajani è tornato sulla questione: “Le più recenti rivelazioni sulle perdite subite dalla popolazione iraniana durante le proteste impongono una risposta chiara”, ha premesso lunedì in tarda mattinata sul social network. Quindi l’annuncio: “Giovedì al Consiglio Affari Esteri proporrò, in coordinamento con gli altri partner, l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche oltre che sanzioni individuali contro i responsabili di questi atti efferati”.
Una prima risposta era arrivata poche ore dopo dall’Ambasciata iraniana a Roma: “Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è parte del sistema difensivo e militare dell’Iran, la cui istituzione si basa sulla Costituzione e su altre leggi. Qualsiasi azione contro questa istituzione legale è in contrasto con le norme del diritto internazionale. Negli ultimi anni, questo organismo ha svolto un ruolo centrale nel contrasto alle minacce terroristiche nella regione. Riteniamo che questa decisione sbagliata da parte dell’Unione Europea contro l’Iran non porterà ad alcun risultato se non a facilitare e rafforzare l’approccio anti-iraniano degli Stati Uniti e a creare le condizioni per un attacco militare contro l’Iran”.
Oggi è arrivata la presa di posizione di Teheran, che ha convocato l’ambasciatore italiano parlando di “dichiarazioni irresponsabili del ministro degli Esteri italiano”, riferiscono i media di Stato, ripresi da Iran International. Secondo i media iraniani, il direttore generale del ministero degli Esteri per l’Europa occidentale ha messo in guardia l’ambasciatrice Paola Amadei da quelle che ha descritto come “conseguenze dannose” in caso di inserimento delle Guardie Rivoluzionarie nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche e ha esortato l’Italia a rivedere quelli che ha definito “approcci sconsiderati” nei confronti del paese mediorientale.
La riunione decisiva in Ue sui due dossier avrà luogo giovedì. Le nuove sanzioni colpiranno sicuramente i pasdaran ma, fino a qualche giorno fa, l’opzione sul tavolo era soprattutto quella di allungare la black list europea inserendo nuove personalità iraniane coinvolte nella feroce repressione messa in atto contro la popolazione. Sulla definizione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica era parso chiaro che mancasse il quorum necessario. A non permettere il raggiungimento della maggioranza qualificata dei 27 erano in particolare le posizioni di Francia, Spagna e Italia, tra le più prudenti sul dossier. Le parole di Tajani, tuttavia, sembrano preannunciare una presa di posizione diversa da parte di Roma. E, a questo punto, il quorum non è più irraggiungibile.