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“Fa un ca**o di freddo”, la protesta degli studenti e l’ultimo caso: i genitori ritirano i figli per i termosifoni rotti

La “Rete degli Studenti Medi” avvia una campagna nazionale per promuovere confronti con le istituzioni: "Anni di disinvestimenti per il governo l'istruzione è una spesa da tagliare"
“Fa un ca**o di freddo”, la protesta degli studenti e l’ultimo caso: i genitori ritirano i figli per i termosifoni rotti
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“Fa un ca**o di freddo. Il tono è provocatorio ma rende l’idea di quanto il mondo della Scuola si sia stancato di fare i conti con impianti che si spengono e edifici vecchi con spifferi ovunque. Lo slogan è stato lanciato in queste ore dalla “Rete degli Studenti Medi” con l’intento di avviare una campagna nazionale per raccogliere segnalazioni del disagio e intervenire, mobilitando gli allievi e avviando tavoli di contrattazione con le istituzioni competenti su tutto il territorio nazionale. Anche ilfattoquotidiano.it, da oltre un anno, sta raccogliendo segnalazioni dei numerevoli casi in tutta Italia (scrivici a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it). “Quella che viviamo ogni inverno non si tratta di un’emergenza, ma la conseguenza diretta di anni di disinvestimenti e di scelte politiche sbagliate”, sostiene Angela Verdecchia, la coordinatrice nazionale della Rete. Che aggiunge: “Il governo continua ad affrontare la scuola come una spesa da tagliare e promuove politiche repressive della partecipazione studentesca ma ignora i problemi strutturali del sistema, come appunto la condizione dell’edilizia scolastica. Servono risorse, programmazione e una reale assunzione di responsabilità, perché il diritto allo studio non può essere sacrificato sull’altare dei tagli e dell’inerzia politica”.

Scuole al freddo, l’ultimo caso a Desenzano del Garda: studenti restano a casa

L’iniziativa oltre alla rilevazione prevede anche l’attivazione di uno sportello online sui canali social della Rete. Una proposta che arriva dopo decine e decine di casi registrati anche dal nostro giornale. Il ritorno a scuola, dopo le vacanze di Natale, è stato per molti studenti, più difficile di quanto dovrebbe essere: le rigide temperature registrate i primi giorni dell’anno hanno svelato, come ogni anno accade, le fragilità strutturali dell’edilizia scolastica del nostro Paese ovvero termosifoni spenti o non funzionanti, infiltrazioni dalle finestre, muffa su soffitti e pareti. Una condizione diffusa in moltissimi istituti. Uno degli ultimi casi si è verificato a Desenzano del Garda alle elementari “Don Mazzolari” di Rivoltella dove da giorni il riscaldamento non funziona correttamente al punto che lunedì scorso diversi genitori hanno deciso di ritirare i propri figli da scuola.

Il Comune: “Solo Enel X può intervenire sugli impianti di riscaldamento

Purtroppo, non è la prima volta che accade. L’amministrazione comunale in una nota ha chiarito che “l’impiantistica termica delle scuole comunali è regolata da un contratto sottoscritto nel 2015, della durata di 20 anni, che affida in modo esclusivo la gestione e la manutenzione a Enel X. Si tratta di un contratto vincolante, che non consente al Comune di intervenire direttamente sugli impianti né di incaricare tecnici diversi dal gestore”. Una giustificazione che poco interessa a mamme e papà. “È inaccettabile – dichiara Antonio Masini dell’esecutivo Nazionale – che, anche quest’anno, intere classi sono costrette a svolgere le lezioni al freddo, con temperature inferiori al limite stabilito dalle normative. La politica e il governo devono smetterla di ignorare un problema strutturale come la condizione precaria degli edifici scolastici. È in questo contesto che denunciamo con forza l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni che continuano a ignorare le condizioni materiali in cui migliaia di studenti e studentesse sono costretti a vivere la scuola ogni giorno”.

Riceviamo da Enel e pubblichiamo

“In merito al malfunzionamento della caldaia di riscaldamento della scuola primaria Don Mazzolari di Rivoltella, Enel informa di essere prontamente intervenuta ripristinando la funzionalità dell’impianto già dalla mattina del 20 gennaio. L’Azienda inoltre ha avviato un monitoraggio continuo sullo stato degli impianti, che non ha evidenziato ulteriori criticità, restando in costante contatto con l’Amministrazione Comunale”.

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