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Gaza, recuperata e rimpatriata in Israele la salma dell’ultimo ostaggio Ran Gvili

Il ritrovamento dovrebbe essere il preludio alla riapertura del valico di Rafah, chiuso da maggio 2024. Netanyahu: "Risultato straordinario"
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È già in Israele la salma di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio che si trovava nella Striscia di Gaza. L’esercito di Tel Aviv l’ha individuata e recuperata in un’area sotto il controllo di Israele. Il ritrovamento è un passaggio chiave nel percorso di pace nella Striscia iniziato con il cessate il fuoco di ottobre: potrebbe essere il preludio all’inizio della fase due del piano di Trump e alla riapertura del valico di Rafah, chiuso dal maggio del 2024, che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sempre vincolato proprio al rimpatrio dei resti di Gvili.

“Un risultato straordinario per il Paese” ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu parlando con i media alla Knesset. “Abbiamo promesso, e io ho promesso, di riportare tutti indietro, e abbiamo riportato tutti indietro fino all’ultimo – ha aggiunto – Ran è un eroe di Israele. È entrato per primo, è uscito per ultimo. È tornato”. Di “risultato straordinario” parla anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ne rivendica il merito. Mentre secondo Hamas, il ritrovamento dell’ultimo ostaggio è una conferma del loro “impegno a rispettare tutte le richieste dell’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza”.

24 anni, agente dell’unità speciale Yasam della polizia israeliana, Ran Gvili era stato rapito e ucciso il 7 ottobre nel kibbutz Alumim, durante l’attacco dei miliziani di Hamas e del Jihad islamico. Il suo corpo era stato portato all’interno della Striscia. Le informazioni di intelligence che hanno reso possibile il ritrovamento nel cimitero nella parte orientale di Gaza City erano note da tempo, ma una nuova raccolta di indizi e dati confermati da Hamas a Israele tramite i mediatori hanno recentemente fornito nuove conferme, fino all’individuazione. Oggi quindi nessuno dei 251 ostaggi israeliani si trova a Gaza. Di quelli rapiti vivi il 7 ottobre, 207 in tutto, ne sono sopravvissuti 166, 41 sono morti durante la prigionia, inclusi tre uccisi per errore dall’esercito israeliano nel dicembre 2023.

Resta ora da capire quando sarà ripristinato il passaggio dal valico di Rafah, al confine tra la Striscia e l’Egitto, e in quali modalità. L’ufficio stampa del primo ministro ha fatto sapere che sarà limitato esclusivamente al traffico pedonale e sotto un meccanismo di controllo israeliano. La riapertura è stata richiesta a più riprese dall’Onu e dalle organizzazioni umanitarie di tutto il mondo. Sono state decine gli appelli perché venissero tolte le restrizioni all’ingresso degli aiuti, così da poter portare assistenza alla popolazione martoriata da bombardamenti, fame e freddo. Durante il suo intervento per la firma del Board of peace, Ali Shaath, il capo del comitato tecnico per l’amministrazione di Gaza nominato da Trump, aveva promesso per questa settimana la riapertura del valico sia in entrata, sia in uscita. Senza però specificare una data ufficiale.

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