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La Francia come l’Australia: Parigi vota la legge per vietare i social ai minori di 15 anni

La decisione apre la strada al varo di misure simili anche nel resto d'Europa. Il presidente Emmanuel Macron ha voluto la procedura accelerata per fare in modo che il divieto entri in vigore dal 1 settembre, con il nuovo anno scolastico
La Francia come l’Australia: Parigi vota la legge per vietare i social ai minori di 15 anni
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“Le emozioni dei nostri figli non sono in vendita né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi”, ha detto Emmanuel Macron in un video messaggio diffuso da Bfm Tv ieri, mentre in Assemblea nazionale i deputati esaminavano in prima lettura il progetto di legge “sulla protezione dei minori ai rischi legati all’uso dei social network”.

Parigi si prepara a vietare i social ai minori di 15 anni fin dal prossimo anno scolastico: dopo il voto in Assemblea, il testo, sostenuto dal gruppo macronista ma ampiamente condiviso anche oltre i confini del partito, dovrà passare al Senato: “Con questa legge, stabiliamo un limite chiaro nella società e diciamo che i social media non sono innocui”, ha detto la deputata centrista Laure Miller che ha difeso il testo in Assemblea. La Francia segue dunque l’esempio dell’Australia, dove già dalla scorso dicembre il divieto riguarda i giovani sotto i 16 anni e dove migliaia di account Instagram e Facebook sono stati disattivati.

E apre anche la strada in Europa, dove Paesi come la Danimarca e la Spagna stanno valutando misure analoghe. Il presidente Macron ha chiesto la procedura accelerata per consentire l’entrata in vigore del divieto già dal primo settembre prossimo. Parallelamente, il progetto di legge bandisce anche i telefoni cellulari dalle scuole medie e dai licei, durante le ore di lezione e negli spazi comuni: “Le ore di scuola non devono essere ore di telefono.

Non si può imparare serenamente quando si ricevono notifiche per tutto il giorno”, ha detto il ministro dell’Educazione nazionale, Edouard Geffray, davanti ai deputati. A inizio anno, l’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria, ha pubblicato un vasto studio sugli effetti negativi delle piattaforme social sulla salute mentale dei giovani (dagli 11 ai 17 anni), sull’attenzione e sul sonno, allertando anche sui rischi di cyber bullismo e dell’esposizione a contenuti violenti. In Francia, un adolescente su due trascorre tra due e cinque ore al giorno sul proprio smartphone.

Qui, il collettivo Algos Victima riunisce genitori che hanno sporto denuncia contro TikTok accusando la piattaforma cinese di aver “spinto” al suicidio i loro figli. La lista delle piattaforme vietate agli under 15 sarà decisa per decreto su proposta dell’Arcom, l’authority per la regolamentazione dell’audiovisivo e del digitale. Resta invece ancora aperta la questione tecnica del sistema di verifica dell’età dell’utente: per questo potrebbero essere applicate le stesse tecnologie di age verification già utilizzate per l’accesso a i siti pornografici.

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