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Mattarella: “Verità e giustizia per Giulio Regeni, piena collaborazione con le autorità egiziane”

Il Presidente della Repubblica ha mandato un messaggio alla famiglia del ricercatore friulano al decimo anniversario della sua morte per mano del regime egiziano
Mattarella: “Verità e giustizia per Giulio Regeni, piena collaborazione con le autorità egiziane”
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“Il rapimento e il barbaro assassinio di Giulio rimangono una ferita aperta nel corpo della comunità nazionale”. Al decimo anniversario della morte di Giulio Regeni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mandato un messaggio rivolto alla madre Paola Deffendi, al padre Claudio Regeni e a Paolo Dijust, sindaco di Fiumicello Villa Vicentina, il comune in provincia di Udine di cui la famiglia del ricercatore ucciso è originaria.

“Nella dolorosa ricorrenza odierna, rinnovo la vicinanza della Repubblica alla famiglia Regeni e l’impegno del nostro ordinamento affinché sia onorata la memoria di Giulio facendo piena luce sulle circostanze e le responsabilità che ne segnarono il tragico destino”, aggiungendo che “la piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana [. . . ] continua a rappresentare un banco di prova“.

E ha rilanciato l’appello di chi in questi anni ha continuato a chiedere alle autorità di non abbandonare il caso: “Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali”. Un decennio segnato soprattutto da “l’impegno di quanti, con dedizione, hanno operato e operano per [. . . ] la verità storica e giudiziaria”, un impegno che “merita rispetto e gratitudine” per “un’esigenza condivisa da tutti gli italiani e non solo”. Nella parole del capo dello Stato, questa occasione rappresenta un modo per ribadire “le ragioni universali della giustizia e del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, contro ogni forma di tortura”. E ha concluso: “Rivolgo anzitutto un affettuoso pensiero ai suoi genitori, colpiti dal dolore inconsolabile per la perdita di un figlio avvenuta per cause abiette e con modalità disumane”.

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