Il mondo FQ

Casapound e Fronte Skinheads alla Camera per parlare di “remigrazione” grazie alla Lega: è bufera

Il Comitato Remigrazione e Riconquista nella sala stampa di Montecitorio, venerdì 30, grazie all'appoggio del leghista Furgiuele: presenteranno una raccolta firma per una legge popolare
Casapound e Fronte Skinheads alla Camera per parlare di “remigrazione” grazie alla Lega: è bufera
Icona dei commenti Commenti

Da Casapound al Veneto Fronte Skinheads e Rete dei Patrioti, fino a ex Forza Nuova. Tutti insieme, dietro un’etichetta più neutra, quella del Comitato Remigrazione e Riconquista, sbarcano alla Camera dei deputati per presentare la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata ad attuare il “programma nazionale di remigrazione”. Detto fuori dai denti: il rimpatrio degli immigrati nei loro Paesi d’origine. Ad aprire le porte di Montecitorio all’estrema destra xenofoba è un deputato della Lega Domenico Furgiuele, vicino all’eurodeputato Roberto Vannacci. Insomma, un altro slittamento del partito di Matteo Salvini, già al centro delle polemiche in questi giorni per aver ospitato nel suo ufficio al ministero il criminale e attivista anti-migranti inglese Tommy Robinson.

L’iniziativa del Comitato Remigrazione e Riconquista è in programma venerdì 30 nella sala stampa della Camera, sede istituzionale che si apre all’estrema destra grazie a un partito di maggioranza. Al tavolo, esponenti di alto rango dell’area estremista. Ci sarà il leader di Casapound Luca Marsella affiancato da Ivan Sogari del Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti di Brescia ai bresciani ed ex responsabile provinciale di Forza Nuova e Salvatore Ferrara della Rete dei patrioti. Tra le varie cose, oltre alla remigrazione forzata, il Comitato propone l’abolizione del decreto Flussi e il ritorno degli italo-discendenti nonché nuovi criteri di priorità per case e asili nido.

L’annuncio ha scatenato l’immediata reazione dell’opposizione. Per il deputato Pd Matteo Orfini è “inaccettabile che la Camera dei deputati ospiti una conferenza stampa sulla cosiddetta ‘remigrazione’, promossa da esponenti di CasaPound”, perché “la Camera non può diventare una tribuna per chi propaganda ideologie fasciste”. Duro anche l’intervento del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha parlato di “una bella carrellata di neofascisti a Montecitorio” e invita il presidente della Camera Lorenzo Fontana a “tutelare l’istituzione che rappresenta”. Angelo Bonelli, uno dei leader di Avs, ha denunciato invece “la legittimazione dell’odio razziale dentro le istituzioni”, chiedendo la revoca dell’autorizzazione all’uso della sala. Insorge anche l’Anpi: “È uno sfregio all’autorevolezza delle istituzioni, alla natura antifascista della Repubblica, allo spirito solidale della Costituzione. Mi auguro – dice il presidente Gianfranco Pagliarulo – che il presidente della Camera impedisca uno scempio politico, istituzionale e morale”.

Dalla Camera arrivata la presa di distanze dall’organizzazione dell’evento: “Le conferenze stampa si svolgono sotto la piena e unica responsabilità dei deputati, o dei gruppi, che ne curano la prenotazione”. Che, in questo caso, è il deputato leghista Furgiuele, già in passato al centro di polemiche politiche. Lo scorso giugno, infatti, l’Ufficio di presidenza della Camera aveva disposto la sua sospensione per sette giorni: durante una bagarre in Aula, a seduta sospesa, mentre i deputati dell’opposizione erano in piedi a intonare l’Inno di Mameli e Bella ciao, mimò il gesto della Decima Mas. Lo stesso Furgiuele è intervenuto respingendo ogni accusa e parlando di “strumentalizzazioni di certa opposizione”. Per poi rivendicare la propria scelta: la “remigrazione non è odio, non è discriminazione, non è esclusione”.

I commenti sono attualmente chiusi per problemi tecnici.