Trump minaccia il Canada: “Dazi al 100% se stringerà accordi commerciali con la Cina”
Dazi al 100% se il Canada stringerà un accordo commerciale con la Cina. Nel mondo del presidente Trump, questo tipo di “messaggi” trovano spesso spazio sul suo social Truth. Così il leader repubblicano rivolgendosi al primo ministro canadese Carney, scrive: “Pensa di voler trasformare il Canada in un ‘porto di consegna’ per la Cina, da cui inviare merci e prodotti negli Stati Uniti, ma si sbaglia di grosso. Se il Canada stringesse un accordo con la Cina, verrebbe immediatamente colpito da una tariffa del 100% su tutti i beni e prodotti canadesi che entrano negli Stati Uniti”. Particolare curioso e che ricorre spesso nelle dinamiche del tycoon: inizialmente il presidente americano aveva affermato che l’intesa con la Cina era ciò che Carney avrebbe dovuto fare. Evidentemente ha cambiato idea, e potrebbe farlo di nuovo.
Il tycoon e il Canada hanno mantenuto due atteggiamenti opposti riguardo ai rapporti con Pechino; se la Casa Bianca nel 2025 ha condotto un braccio di ferro basato sui dazi, Ottawa ha negoziato: si parla di 49.000 veicoli elettrici a una tariffa ridotta del 6,1%, in cambio della riduzione dei dazi sulla colza canadese. Non è questo l’unico motivo di frizione. In passato Trump ha avuto toni poco riguardosi per il vicino, affermando che avrebbe potuto essere acquisito da Washington e divenire il 51° Stato americano; e la scorsa settimana a Davos ha affermato che “il Canada vive grazie agli Stati Uniti”.
Carney non è rimasto in silenzio ed ha rilanciato: la sua nazione può essere un esempio per altri Paesi sulle possibilità di non piegarsi a tendenze autocratiche. Al World Economic Forum Carney ha affermato che “l’egemonia americana” e le “grandi potenze” stanno usando le pressioni economiche come “armi”. “Il vecchio ordine non tornerà ma non dovremmo piangerlo. La nostalgia non è una strategia. Dalla frattura possiamo costruire qualcosa di migliore, più forte e più giusto”.
Trump, ancora su Truth, ha scritto che l’invito al Canada di unirsi al Board of Peace era revocato; ha poi ripreso il tema di un Canada come Stato americano, pubblicando una mappa degli Stati Uniti che include Canada, Venezuela, Groenlandia e Cuba come parte del suo territorio e rivolgendosi al primo ministro con l’appellativo di “governatore Carney”; come se stesse parlando, insomma, con il governatore di uno Stato Usa.
Il dialogo Ottawa-Pechino è dunque solo l’ultimo episodio di un rapporto teso tra i due vicini. The Donald ritiene che “la Cina mangerà vivo il Canada, lo divorerà completamente, distruggendo anche le sue attività commerciali, il suo tessuto sociale e il suo stile di vita in generale”.