Il mondo FQ

D’Ambrosi, presidente FederBoxe: “Il malcontento è sui social, ma aumentano i tesserati. Poche medaglie? Siamo in crescita”

INTERVISTA - Il numero 1 della Federazione Pugilistica Italiana, che celebra 110 anni di storia, risponde alle proteste di molti appassionati e racconta la sua strategia per il movimento
D’Ambrosi, presidente FederBoxe: “Il malcontento è sui social, ma aumentano i tesserati. Poche medaglie? Siamo in crescita”
Icona dei commenti Commenti

L’anno che è appena iniziato è il numero 110 della storia della Federazione Pugilistica Italiana, nata a Milano nel marzo del 1916. Oggi la FPI, con una lunga storia alle spalle di successi olimpici e mondiali, sta lavorando su un nuovo logo e per creare un nuovo brand. Tra qualche mese a Roma, in un palazzetto ancora da ufficializzare, si festeggerà l’avvenimento con una serata nella quale si cercherà di portare sul ring i migliori pugili italiani. In questo clima di celebrazioni, alcune associazioni dilettantistiche se ne sono andate dalla Federazione, per affiliarsi a Enti di Promozione sportiva, i risultati faticano ad arrivare sia nel dilettantismo che nel professionismo e c’è un malcontento tra le varie associazioni sportive in giro per l’Italia per l’aumento della quota annuale (da 170 euro a 350). Il Presidente Flavio D’Ambrosi, al secondo mandato, ha iniziato nel weekend del 17-18 gennaio il suo tour per l’Italia per andare a parlare nelle varie palestre e nei comitati regionali.

Presidente, cosa risponde a chi se ne è andato dalla FPI?
Appartenere alla nostra Federazione è un valore: da 110 anni la FPI ha la sua identità, un patrimonio di gloria e successi e chi ne fa parte deve esserne orgoglioso. La protesta che corre soprattutto sui social, legata all’incremento del costo affiliativo, non è confermata dai dati sulle affiliazioni che, ad oggi, sono superiori a quelle dello stesso giorno dell’anno precedente. Il numero di tesserati è in linea con quello dell’anno scorso. Certo, la contestazione per l’aumento delle quote può essere legittima, però va detto che il costo non veniva ritoccato da oltre 15 anni ed è ancora parecchio al di sotto di quello di molte altre federazioni.

Con sentenza di qualche giorno fa il Consiglio di Stato ha confermato una sanzione di oltre 4,2 milioni di euro inflitta dall’Antitrust alla FIGC per aver ostacolato illegittimamente l’attività della Libertas e degli altri enti nel settore dei tornei calcistici giovanili e amatoriali. Una vittoria storica per gli enti di promozione sportiva. Può rappresentare un problema per la FPI?
Oggi la disciplina pugilato ha molti competitor ad iniziare dagli altri sport da combattimento; ma con gli enti di promozione sportiva non credo ci sia una vera competizione poiché tra Fsn ed Eps c’è una differenza di fondo: le Fsn hanno le Nazionali azzurre che gareggiano all’interno del circuito olimpico, nei Mondiali e negli Europei. Gli Eps perseguono una finalità ludica e di benessere; le Fsn oltre alla promozione sportiva curano l’alto livello, compreso il circuito Pro che noi sosteniamo.

A proposito di sport olimpico. Il passaggio sotto l’egida della World Boxing a livello dilettantistico a discapito della IBA garantisce all’Italia di partecipare ai prossimi Giochi di Los Angeles. Agli ultimi mondiali della IBA a Dubai l’Italia non ha partecipato, ma altri Paesi lo hanno fatto pur essendo passati anche loro sotto la WB. Non era possibile il doppio percorso come per esempio sta facendo il Kazakistan, Paese del neo eletto Presidente World Boxing Gennady Golovkin?
Come FPI, attraverso il CONI, abbiamo seguito le indicazioni del Comitato Olimpico Internazionale, quindi ci atteniamo a queste indicazioni e per adesso non ci sono ancora norme o indicazioni diverse. In assenza di regole chiare abbiamo agito in questa maniera, partecipando dunque al Mondiale di Liverpool organizzato da World Boxing e non a quello di Dubai della IBA. Se poi arriveranno altre disposizioni, le valuteremo. Ad ogni modo, la mia idea personale è che un atleta non possa disputare più di 2 o 3 tornei di altissimo livello all’anno: sicuramente non due Mondiali.

Luca Vadilonga, arbitro che con più di 9 mondiali IBA, compreso l’ultimo, si è tesserato per la federazione pugilistica portoghese per avere la possibilità di arbitrare ai Giochi olimpici.
Luca Vadilonga è un arbitro bravissimo, ma ha preso la sua decisione. Ripeto quanto detto per le regole degli atleti.

IBA intanto ha organizzato una riunione professionistica a Torino.
Per quanto riguarda l’IBA a livello olimpico, restiamo allineati alle indicazioni del CONI. Sul fronte del professionismo non possiamo intervenire, ma al momento non riconosciamo quella associazione, così come non riconosciamo tutte quelle al di fuori delle cinque sigle principali. Per noi quelli sono semplici match ordinari.

Altro tema caldo è quello della giustizia sportiva.
L’organismo della giustizia sportiva è imparziale e dobbiamo sempre tenerlo a mente. La scelta dei giudici viene fatta da organi collegiali. Coloro che si candidano ad essere componenti degli Organi di giustizia sportiva, lo fanno con una manifestazione di interesse validata dal Collegio di Garanzia della stessa Federazione, che tra l’altro ha una durata superiore a un quadriennio federale e a un mandato presidenziale. I componenti degli Organi di giustizia sono avvocati, professori universitari di alta competenza; è avventato e fuori luogo sostenere che possano tradire il principio di autonomia ed imparzialità.

Ma una scelta dei giudici federali completamente al di fuori del potere del consiglio federale non sarebbe meglio?
Ben venga ogni futura proposta di riforma che faccia cadere ogni dubbio sui rapporti tra organi federali e quelli della giustizia sportiva. Però attenzione a gridare “allo scandalo” per ogni sentenza sfavorevole: così facendo tutte le istituzioni perdono la loro credibilità.

Lei dà l’idea di essere sempre positivo, ma i risultati scarseggiano. Soprattutto per quanto riguarda il settore maschile, zero medaglie olimpiche e mondiali e al momento un solo titolo europeo tra i pro, quello di Cristian Zara. Come mai?
Nel settore femminile abbiamo vinto un bronzo ai Mondiali: non capisco perché un bronzo mondiale venga esaltato in tutti gli altri sport e da noi no. Pamela Noutcho è in possesso del titolo mondiale IBO e abbiamo titoli europei vinti da altre atlete. I tempi sono cambiati: una volta la struttura sociale permetteva una maggiore crescita di talenti e poi oggi molti Paesi all’estero sono migliorati tecnicamente. Comunque a Liverpool solo 9 nazionali hanno conquistato un oro; paesi come Inghilterra, Cuba, Cina e USA non sono arrivati alla medaglia più preziosa. I paesi dell’Est hanno un bacino d’utenza molto importante: scordiamoci 3-4 medaglie olimpiche o mondiali a edizione, non perché l’Italia pugilistica non sia competitiva ma perché il sistema sport Italia è fortemente multidisciplinare e si divide un bacino di praticanti lo sport di alto livello modesto rispetto ad altri Paesi.

La differenza con Uzbekistan e Kazakistan sembra comunque enorme.
Ma non abbiamo noi una marcia in meno: sono loro ad averne una in più. Nel 2025 abbiamo comunque conquistato 44 podi tra Squadre Azzurre di categoria ed Élite in Europei, Mondiali e Coppa del Mondo. Di questi, il 65% proviene dalle categorie giovanili: in prospettiva è il dato migliore. Possiamo dire che siamo tra i primi 10 paesi al mondo, ma il movimento pugilistico non si misura solo con le medaglie.

Spieghi meglio.
Il movimento cresce in maniera incredibile: abbiamo il record di società (1.120 nel 2024, aumentate ancora nel 2025) e il record storico di 80.000 tesserati. Nel 2025 abbiamo registrato 1.300 eventi Pro e spettatori in crescita. Vi sembra uno sport in crisi? Portiamo avanti molti progetti sociali: con la boxe siamo entrati nelle carceri, nelle scuole e nei quartieri difficili. Il pugilato è inclusione sociale, è pedagogico e formativo. Abbiamo organizzato il titolo italiano di paraboxe, che spero in futuro diventi sport paralimpico.

Immaginiamo un malcontento della base.
Per quanto riguarda il malcontento, io giro l’Italia, mi piace il confronto e parlare. Non ho paura di scendere sul territorio e accolgo ogni suggerimento. Spesso il malcontento che si legge sui social non corrisponde affatto a quello del mondo reale.

Nell’ultimo rapporto di Sport e Salute nella classifica di rendimento di tutte le Federazioni sportive italiane, la FPI si trova molto in basso.
Oggi ci sono molte federazioni che in termini di bacino di praticanti e risorse sono giganti rispetto alla Fpi e scontiamo anche un ritardo, dovuto al passato, nella formazione di un’adeguata classe di manager dello sport che possano gestire la complessità della Federazione pugilistica italiana. Mi piacerebbe che dopo di me, forse già dal prossimo quadriennio, la Fpi continuasse anche il percorso di crescita dirigenziale.

Quindi a fine mandato farà un passo indietro?
Io ho continuato a lavorare nella mia Amministrazione durante il mio impegno federale. Faccio il Presidente con impegno e passione, come promessa fatta a mio padre. Fin dall’inizio, ho rinunciato al trattamento economico riservato ai presidenti federali e lo rimetto completamente al servizio dell’attività pugilistica federale.

Come è successo con il padel nel tennis, potrebbe essere che la boxe inglobi in federazione altre discipline?
In relazione ad un orientamento che era emerso tempo fa in tema di razionalizzazione del numero delle Federazioni, potrebbe sembrare una buona idea quella di gestire un altro sport da combattimento; un tempo, per esempio, la kickboxing era gestita dalla FPI.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione