Il mondo FQ

Il Forum di Davos monopolizzato da Trump. Arriva l’inviato speciale di Putin, mentre Zelensky annulla la partecipazione

Con il presidente Usa, che dovrebbe tenere il suo 'special address' rivolto al pubblico mercoledì 21 gennaio, ci sarà "la delegazione americana più grande di sempre". Von der Leyen potrebbe incontrarlo a margine per parlare dei dazi contro i Paesi che si oppongono alla conquista della Groenlandia
Il Forum di Davos monopolizzato da Trump. Arriva l’inviato speciale di Putin, mentre Zelensky annulla la partecipazione
Icona dei commenti Commenti

Si è aperto ieri nella cittadina svizzera di Davos il World Economic Forum, che come ogni anno riunisce circa 3mila tra leader politici, grandi imprenditori, banchieri centrali, investitori e rappresentanti della società civile. L’edizione di quest’anno arriva in un momento di alta tensione per l’economia e la politica globale, con Donald Trump che ha appena rispolverato l’arma dei dazi contro i Paesi Ue colpevoli di non accettare le sue minacce nei confronti della Groenlandia. Il Forum ha come tema ufficiale “Uno spirito di dialogo”, ma l’auspicio stride con la descrizione – contenuta nel Global Risks Report pubblicato alla vigilia del vertice – di un mondo “sull’orlo del precipizio“, tra guerre guerreggiate e “armamenti economici dispiegati per ottenere vantaggi strategici che continuano a frammentare le società”.

Il Forum del 2026 è monopolizzato da Trump, atteso a Davos tra mercoledì e giovedì, e dall’onda Maga. Col presidente Usa, che dovrebbe tenere il suo ‘special address’ rivolto al pubblico mercoledì 21 gennaio, ci sarà “la delegazione americana più grande di sempre“, ha detto il presidente del Wef Borge Brende introducendo i lavori. Ci saranno il segretario di Stato Marco Rubio, quello del Tesoro Scott Bessent (nella foto), il segretario al Commercio Howard Lutnick e quello dell’Energia Chris Wright. Ma anche anche Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati su Ucraina e Gaza, e Jared Kushner, il finanziere genero di Donald Trump. Quello del tycoon è un ritorno, ma il Trump del secondo mandato arriva al Wef con un profilo profondamente diverso, determinato a imprimere una svolta apertamente pro-business e unilaterale alle relazioni economiche e politiche internazionali. Le sue dichiarazioni su dazi, sicurezza e alleanze hanno riacceso l’incertezza sui mercati e messo in allarme i partner storici.

Tra i principali protagonisti europei la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha tenuto uno special address al Forum. La sua agenda prevede anche un passaggio a Strasburgo per presiedere il Collegio dei commissari e intervenire in plenaria al Parlamento europeo sulle conclusioni del Consiglio europeo del 18 dicembre, prima di fare ritorno a Davos. La Commissione non ha escluso, a margine del Forum, un possibile incontro con il presidente Usa, non ancora confermato, per discutere delle tensioni commerciali.

Presenti il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier spagnolo Pedro Sánchez e il presidente finlandese Alexander Stubb. Fuori dall’Ue, partecipano tra gli altri il presidente argentino Javier Milei e quello colombiano Gustavo Petro. Per Israele c’è il presidente Isaac Herzog, mentre la Cina, dopo la partecipazione in passato del presidente Xi Jinping, è rappresentata dal vice-premier He Lifeng. Dal programma ufficiale non risulta, almeno per ora, la partecipazione della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Ci sono poi il segretario generale della Nato Mark Rutte, la presidente della Bce Christine Lagarde, la direttrice generale del Fmi Kristalina Georgieva, il segretario generale dell’Onu António Guterres, la direttrice del Wto Ngozi Okonjo-Iweala e il presidente della Banca mondiale Ajay Banga.

Ampio spazio anche ai protagonisti della tecnologia e dell’intelligenza artificiale: dal ceo di Nvidia Jensen Huang a Satya Nadella, numero uno di Microsoft, da Demis Hassabis, ceo di Google DeepMind, a Alex Karp, ad Palantir Technologies, fino a Arthur Mensch, numero uno della francese Mistral Ai, insieme a dirigenti di OpenAI, Anthropic e Meta. L’impatto dell’IA su occupazione, produttività e distribuzione della ricchezza è uno dei fili conduttori del Forum.

Tra gli interventi più attesi c’era anche quello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: puntava a strappare un accordo con i ‘volenterosi’, la Nato e Trump sulle garanzie di sicurezza. Ma ha annullato la sua partecipazione martedì mattina dopo quello che viene descritto come il più pesante attacco notturno condotto dalla Russia contro l’Ucraina dall’inizio dell’anno. Secondo i media ucraini, i bombardamenti hanno lasciato oltre 5.600 edifici senza elettricità e acqua corrente, e dunque privi di riscaldamento, in pieno inverno. Zelensky ha comunque reso noto di essere stato invitato da Trump nel ‘Board of Peace’ per Gaza e che i diplomatici ci stanno lavorando, anche se “per ora è molto difficile per me immaginare come noi e la Russia potremmo essere insieme in un qualsiasi tipo di consiglio”.

A Davos è arrivato in compenso Kirill Dmitriev, consigliere del Cremlino per gli investimenti esteri e negoziatore con Washington. Un presenza, dopo anni di assenza di alti funzionari russi dal Wef, di forte valore simbolico. “Sono arrivato a Davos”, ha scritto in un post su X l’inviato di Vladimir Putin, aggiungendo a lato l’emoji di una rondine della pace. Dmitriev aveva incontrato il mese scorso in Florida gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner e a Davos ha in programma incontri con membri della delegazione americana in cui si discuterà del “processo di pace in Ucraina”.

Parallelamente, in un albergo esterno al perimetro del Forum e sotto la sicurezza delle autorità svizzere, si è tenuta una riunione riservata dei consiglieri per la sicurezza nazionale di diversi Paesi, inclusa l’Ue. Ufficialmente dedicata all’Ucraina, la riunione avrebbe affrontato anche un altro fronte di crescente tensione, la Groenlandia, dopo che Trump ha più volte evocato l’ipotesi di portare il territorio sotto controllo statunitense. La Danimarca ha già annullato la propria partecipazione a Davos e annunciato un rafforzamento delle truppe in Groenlandia, mentre i leader europei e la Nato tentano di disinnescare una crisi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione