Il mondo FQ

Francia, Lecornu si rimangia la parola: per far passare la manovra 2026 dribblerà il voto del Parlamento

Il governo dovrà quindi affrontare il rischio di un voto di sfiducia. Il premier ha annunciato la decisione con “rammarico e anche una punta di amarezza”
Francia, Lecornu si rimangia la parola: per far passare la manovra 2026 dribblerà il voto del Parlamento
Icona dei commenti Commenti

Con “rammarico e anche una punta di amarezza” il premier francese, Sébastien Lecornu, alla fine del consiglio dei ministri a Parigi ha confermato l’intenzione di ricorrere al contestato articolo 49.3 della Costituzione francese per adottare il budget 2026. Come hanno fatto i predecessori Michel Barnier e François Bayrou. Contrariamente a quanto promesso in autunno, Lecornu userà dunque questo contestato strumento costituzionale che consente di adottare una legge senza il voto del Parlamento per garantire che la seconda economia della zona euro abbia un bilancio per il 2026. E che espone però il governo a mozioni di sfiducia delle opposizioni in seguito alle quali rischia di cadere.

Il percorso della manovra 2026, cominciato lo scorso autunno con un emiciclo spaccato in tre blocchi contrapposti e incapace di trovare un compromesso, è stato un “mezzo successo” e un ”mezzo fallimento”, ha sostenuto. “Mezzo successo” perché la Francia è comunque riuscita a dotarsi, prima di Natale, del budget 2026 relativo alla previdenza sociale. Quella che contiene anche la sospensione della criticata riforma delle pensioni. “Mezzo fallimento” perché sul bilancio dello Stato non c’è stato invece “niente da fare anche se tutti sono concordi nel dire che ci mettiamo in un’impasse”.

Quindi l’imperativo per l’attuale inquilino di Matignon è dotarsi rapidamente di un budget, anche per smettere di ‘”dare spettacolo davanti al mondo intero”. Lecornu ha poi assicurato che il rapporto deficit/Pil scenderà – come promesso – sotto alla soglia del 5% nel 2026 e che la finanziaria non sarà una “follia fiscale”, come sostenuto dai detrattori, a cominciare dal comparto economico e imprenditoriale. Che sarà colpito da una sovrattassa sugli utili da cui è atteso un gettito di 8 miliardi di euro.

Centinaia di imprenditori a novembre hanno lanciato un movimento “apolitico” che punta a dire la sua e partecipare al dibattito elettorale se ci saranno elezioni anticipate. E vuole far sentire la propria voce alle municipali in primavera e anche in vista delle presidenziali 2027.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione