Germania, Francia, Svezia e Norvegia inviano soldati in Groenlandia. Trump: “Nato più efficace se l’isola è sotto il controllo Usa”
“Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale”. Nel giorno in cui il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance incontra a Washington il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e la sua omologa groenlandese Vivian Motzfeldt per discutere dell’isola artica, che è un territorio semiautonomo della Danimarca, alleata degli Stati Uniti nella Nato, Donald Trump su Truth scrive che “la Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Usa. Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile”. L’isola artica, prosegue il presidente, “è fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non può accadere! Dal punto di vista militare, senza il vasto potere degli Stati Uniti, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente!”. “Dal punto di vista militare – sostiene il capo della Casa Bianca – senza il vasto potere degli Stati Uniti, che ho in gran parte costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più alto, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente! Loro lo sanno, e lo so anch’io. La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti”.
L’incontro a Washington è durato circa 50 minuti. Dopo il colloquio con Jd Vance e Marco Rubio, il ministro degli Esteri danese ha ammesso che “finora non siamo riusciti a far cambiare posizione agli Stati Uniti“. “È chiaro che il presidente ha questo desiderio di conquistare la Groenlandia, e noi abbiamo chiarito in modo inequivocabile che ciò non è nel nostro interesse“, ha aggiunto Lars Løkke Rasmussen. “Non vogliamo che gli Stati Uniti ci controllino“, ha ribadito in conferenza stampa la ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt. “Siamo pronti e disposti a fare di più” per la sicurezza nell’Artico, ha sottolineato Rasmussen ricordando che gli Stati Uniti hanno già “ampio accesso militare” alla Groenlandia e possono chiedere di aumentare la loro presenza. Ma l’acquisizione dell’isola da parte degli Usa è “assolutamente non necessaria“.
L’isola resta così al centro delle tensioni geopolitiche internazionali e nelle mire del presidente degli Stati Uniti, che vuole sottrarla all’influenza e allo sfruttamento di Cina e Russia e l’amministrazione americana ne ha ipotizzato l’acquisto. Intanto Francia, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca hanno annunciato o sono pronte all’invio di soldati in Groenlandia. La Danimarca ha fatto sapere di continuare “a rafforzare la sua presenza militare in Groenlandia, ma – ha annunciato il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen – ci concentreremo anche maggiormente all’interno della Nato per effettuare più esercitazioni e per una maggiore presenza della Nato nell’Artico”. Secondo quanto scrive Bild, invece, la Germania invierà i primi soldati della Bundeswehr in Groenlandia già questa settimana. Un portavoce del ministero della Difesa ha risposto di non poter né confermare né smentire la notizia. Secondo la Bild già giovedì potrebbe essere inviata una prima pattuglia di ricognizione. Dalla Svezia i primi soldati sarebbero invece già “in viaggio”. “Alcuni ufficiali delle Forze Armate svedesi stanno arrivando oggi in Groenlandia. Fanno parte di un gruppo proveniente da diversi paesi alleati e prepareranno i prossimi passi nell’ambito dell’esercitazione danese ‘Operation Arctic Endurancè. È su richiesta della Danimarca che la Svezia invia personale militare”, ha specificato il primo ministro Ulf Kristersson. Un portavoce del ministero della Difesa norvegese ha, infine, precisato alla Cnn che Oslo invierà due ufficiali militari.
Nei giorni scorsi il governo britannico e alcuni Paesi dell’Ue, in particolare Germania e Francia, hanno iniziato a confrontarsi sull’invio di truppe europee per proteggere la Groenlandia proprio da Mosca e Pechino, nella speranza di convincere Trump ad abbandonare le sue ambizioni. Solo ieri, alla vigilia del vertice, il premier groenlandese Nielsen aveva ribadito: “La Groenlandia non sarà di proprietà degli Stati Uniti. La Groenlandia non sarà governata dagli Stati Uniti. La Groenlandia non farà parte degli Stati Uniti”.
Anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, rispondendo ad una domanda in conferenza stampa, ribadisce che “la Groenlandia appartiene al suo popolo. Siamo in costante contatto con il governo danese. Come secondo punto – continua -, la Groenlandia è parte della Nato, e noi sappiamo che la Nato integra i differenti interessi dei suoi Alleati. Per me è importante che la Groenlandia sappia che noi rispettiamo la volontà dei suoi abitanti”. Oggi, dopo l’incontro alla Casa Bianca, Løkke Rasmussen e Motzfeldt, insieme all’ambasciatore danese negli Stati Uniti, incontreranno i senatori dell’Arctic Caucus del Congresso americano. Il senatore Angus King, indipendente del Maine, ospiterà l’incontro. Una delegazione bipartisan di deputati si recherà inoltre a Copenaghen alla fine della settimana per incontrare funzionari danesi e groenlandesi.
Intanto, da Parigi, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha annunciato che il suo Paese intende aprire un consolato in Groenlandia il 6 febbraio, come aveva già deciso Macron la scorsa estate. Per titolare dell’Eliseo ha avvertito che una violazione della sovranità dell’isola comporterebbe “conseguenza a cascata ” che “sarebbero senza precedenti“. “Noi non sottovalutiamo le dichiarazioni sulla Groenlandia – ha detto Macron citato dalla portavoce del governo, Maud Bregeon – se la sovranità di un paese europeo e alleato è violata, le conseguenza a cascata sarebbero senza precedenti. E la Francia segue la situazione con la massima attenzione, e la sua azione sarà in piena solidarietà con la Danimarca e la sua sovranità”. Dalla Germania, invece, il ministro della Difesa Boris Pistorius critica l’intenzione di annessione degli Stati Uniti, definendoli una violazione dei principi fondamentali dell’ordine internazionale. In un intervento pubblicato su Die Zeit, Pistorius afferma di condividere l’analisi secondo cui la “posizione dominante della Russia” nell’Artico e la “rapida crescita della marina cinese” rappresentano una minaccia per la sicurezza del Nord Atlantico. “Tuttavia, una risposta sostenibile da parte di Washington non può consistere nell’annessione della Groenlandia, in grave violazione dei principi fondamentali della convivenza internazionale”, scrive il ministro tedesco. Secondo Pistorius, gli Stati Uniti dovrebbero piuttosto riconoscere che “la difesa congiunta nell’ambito delle alleanze della sicurezza nell’Artico e nel Nord Atlantico è il modo migliore per tutelare i legittimi interessi americani”. Il ministro sottolinea inoltre che una potenza militare fortemente armata, dotata – dopo gli Stati Uniti – del più grande arsenale nucleare al mondo, può essere contrastata solo con “chiarezza strategica, forza unita e perseveranza”. Centrali, a suo avviso, sono l’unità e la determinazione di quanti intendono resistere a questa sfida sul piano internazionale. Si tratta, scrive Pistorius, di attori “pronti a smascherare in modo duraturo l’agitazione anti-occidentale, a offrire alternative più attrattive agli Stati indecisi in Africa e Medioriente e a opporsi agli spostamenti violenti dei confini, se necessario anche con mezzi militari”.
Il costo di un eventuale acquisto – L’eventuale acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti potrebbe costare fino a 700 miliardi di dollari. Lo riferiscono alla Nbc News tre persone a conoscenza delle valutazioni elaborate da studiosi ed ex funzionari americani. Un alto funzionario della Casa Bianca ha confermato che il segretario di Stato Marco Rubio è stato incaricato di elaborare nelle prossime settimane una proposta di acquisto, definita di “alta priorità” per il presidente. Rubio e il vicepresidente Jd Vance incontreranno in giornata i rappresentanti di Danimarca e Groenlandia per chiarire intenzioni e progetti, dopo i contatti preliminari avuti con il Consiglio di Sicurezza Nazionale.