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Ultimo aggiornamento: 16:11 del 14 Gennaio

Gaza, 3 morti per il forte vento. Oxfam: “Popolazione ancora senza acqua potabile. Per le infrastrutture idriche servono 800 milioni”

Oxfam denuncia il blocco israeliano e stima 800 milioni per ricostruire le infrastrutture idriche.
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Ancora morti a Gaza nei campi dove centinaia di migliaia di sfollati vivono in condizioni di vita catastrofiche. Il forte vento ha fatto crollare le tende e almeno tre persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite. Lo riporta il Guardian citando fonti dell’ospedale Shifa a Gaza City. Mentre il ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che un altro bambino di un anno è morto di ipotermia durante la notte.

A 100 giorni dal cessate il fuoco, i bisogni della popolazione rimangono disperati. “A Gaza manca ancora l’acqua e i materiali per ricostruire a causa del blocco imposto da Israele” denuncia Oxfam. L’organizzazione, alla quale Israele ha negato la registrazione per continuare la sua attività nella Striscia, sta continuando a lavorare. Seppure nell’incertezza legata ai nuovi requisiti di registrazione imposti dalle autorità e tra continue interruzioni di corrente e carenza di aiuti. Un’attività che si sta concentrando anche sul tentativo di ripristino dei pozzi d’acqua vitali, setacciando persino le macerie per recuperare e riutilizzare materiali danneggiati, comprese le lamiere. “I pozzi ripristinati da Oxfam – fa sapere l’organizzazione in una nota – si trovano a Gaza City e Khan Younis, e portano acqua ad almeno 156mila persone”. Inoltre “sono in corso lavori su altri otto pozzi e due stazioni di pompaggio che dovrebbero tornare operativi entro febbraio, garantendo acqua potabile ad altre 175mila persone“.

Secondo le valutazioni della Coastal Municipalities Water Utility, il partner di Oxfam, il costo totale per ricostruire tutte le strutture e le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie distrutte o danneggiate da Israele a Gaza sarà di circa 800 milioni di dollari. Tuttavia, la cifra potrebbe essere superiore poiché alcune parti di Gaza rimangono inaccessibili e i costi di costruzione sono raddoppiati a causa della mancanza di materiali autorizzati all’ingresso”. Finché “persisteranno politiche sistematiche che impediscono alle agenzie di soccorso di portare forniture essenziali a Gaza, i soccorritori dovranno continuare a trovare modi alternativi per raggiungere la popolazione. Oxfam ha oltre 2 milioni di dollari in attrezzature idriche e igienico-sanitarie pronte a entrare a Gaza, ma queste forniture vengono ripetutamente respinte dal marzo 2025″.

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