Bambino picchiato con cucchiaio di legno: divieto di avvicinamento per i genitori disposto dal gip
“Chi sono io? Il padre. . . E mi devi ubbidire, devi fare quello che dico io”. Queste sono le frasi che si sentono nel video di un uomo picchiare un bambino con un grosso cucchiaio di legno. Un contenuto che ha fatto scoppiare un caso ripreso dai giornali e diventato virale sui social. Adesso su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento ai genitori del bambino, già indagati per maltrattamenti aggravati in concorso.
Il fatto era accaduto nel quartiere San Cristoforo di Catania, dove gli agenti della squadra avevano fermato il 59enne ritratto nel filmato finito su TikTok. Le scene di maltrattamento in famiglia erano avvenute di fronte alle sorelline: è stata proprio una di loro a riprendere tutto con uno smartphone. Dalle indagini era emerso un contesto familiare drammatico, testimoniato da lividi e altri segni di violenza. Secondo le testimonianze, banali monellerie come salire sul banco o far piangere le sorelline erano punite con percosse e crudeli privazioni di libertà da parte del padre padrone, che avrebbe perfino a chiave l’11enne in uno sgabuzzino. Comportamenti altrettanto problematici come schiaffi e rimproveri anche nei confronti delle figlie di 8, 7 e 4 anni.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Alberto Santisi. I pm, che avevano chiesto l’arresto di entrambi i genitori, stanno valutando di impugnare il provvedimento del gip che ha negato la misura più grave. La presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, afferma che “il quadro delineato dalle indagini è di gravi e sistematici maltrattamenti e umiliazioni” nei confronti dei minori. “Ancor più grave – aggiunge la deputata- è che il video sia stato girato dalla madre alla presenza delle figlie”.
In seguito alla vicenda, il Comune di Catania ha promosso un tavolo tecnico con la partecipazione dell’assessorato e della direzione comunale dei Servizi sociali, dei servizi territoriali competenti, delle istituzioni scolastiche, delle aziende sanitarie, dell’autorità giudiziaria minorile e degli enti del Terzo settore operanti nell’ambito della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie. L’obiettivo comune è quello di studiare delle strategie per contrastare situazioni di disagio come questa.