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Ultimo aggiornamento: 17:51 del 10 Gennaio

Schlein supporta il No al referendum giustizia: “Riforma serve a chi è al potere e vuole sfuggire a ogni controllo”

La segretaria dem ha partecipato all'iniziativa organizzata dal comitato per il no al referendum
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Anche Elly Schlein ha preso parte all’iniziativa del comitato per il No al referendum della giustizia. “Questa non è una riforma della giustizia perché non migliora l’efficienza del sistema giustizia, non renderà più veloce i processi, non assumerà l’organico che manca, non inciderà sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri dove è record di suicidi. Non è una riforma che tocca alcuno dei nodi che possono rendere più efficiente la giustizia del Paese”, ha spiegato la segretaria dem nel suo intervento, sottolineando che non è neanche una riforma che “incide sulla separazione delle carriere” visto che molti passaggi “sono stati già limitati dalla riforma Cartabia” e riguardano numeri molto bassi. “Per il destino di 20 o 40 persone si cambia la Costituzione?”, si chiede Schlein.

“E allora, se non serve al funzionamento della giustizia né alla separazione delle carriere, a cosa serve questa riforma e a chi serve? Serve a chi sta già potere e vuole sfuggire a ogni controllo. Serve a chi crede che chi governa non debba essere sottoposto a controlli. Serve a dire che la legge non è uguale per tutti”, ha detto ancora la dem. “È stata chiara la stessa presidente Meloni quando la Corte dei Conti ha fermato il Ponte sullo Stretto, ha detto che la riforma della giustizia e della Corte dei Conti sono la riposta più adeguata a una intollerabile invadenza che non fermerà l’azione di governo. Così chi governa vuole avere la giustizia al suo servizio”.

“Ecco la politica vuole limitare l’indipendenza della magistratura”. Questa riforma “non serve agli italiani ma solo a chi governa per avere mani libere e stare sopra a leggi e Costituzione. La democrazia non è un assegno in bianco nelle mani di chi prende un voto in più alle elezioni”. E “quando Nordio dice che dovrei capire che questa riforma serve anche a noi se andremo al governo, gli rispondo che a noi non interessa controllare la magistratura ma essere controllati come avviene in ogni democrazia”.

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