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Iran, nel 12° giorno di proteste il regime blocca internet: i morti salgono a 38

L’ente di controllo online Netblocks ha segnalato l'anomalia. Il regime vuole evitare che all'esterno filtrino le notizie sulle contestazioni. Il presidente Pezeshkian continua a chiedere moderazione alle forze di sicurezza, ma le vittime aumentano e ci sono anche minorenni
Iran, nel 12° giorno di proteste il regime blocca internet: i morti salgono a 38
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Dopo le botte, i fumogeni e la repressione nelle piazze, il regime degli ayatollah in Iran cerca di eliminare le informazioni date dai dissidenti tramite il web. Da stamane l’ente di controllo online Netblocks ha segnalato una interruzione di Internet a Teheran, e in molte città: Esfahan, Lodegan, Abdanan e in alcune zone di Shiraz e Kermanshah.

A conferma, la Cbs ha ascoltato una sua fonte nella Capitale che ha confermato non solo la folla in strada che contestava il regime, e l’assenza di servizi digitali. In particolare, l’interruzione dei servizi sarebbe scattata nel momento in cui i manifestanti rispondevano all’appello del principe ereditario in esilio Reza Pahlavi, figlio dell’ex scià sostenuto dagli Stati Uniti, che ha invitato i dissidenti a far sentire la propria voce e cacciare il regime sciita.

Nel frattempo, le esecuzioni aumentano. L’agenzia Hrana ha fornito otto nomi: Ramin Navazi, Shahram Aghcheli, Nemat Gholami, Sharif Hadavi, Majid Madadi, Abdollah Dashti e Ali-Bakhsh Khanmohammadi. Questi detenuti sono stati giustiziati. Ufficialmente, molti di loro erano in carcere per reati legati al commercio di droghe.

Le proteste sono entrate nel 12° giorno: i cortei si sono svolti in 37 città. La rabbia dilaga dalle università ai bazar dove anche i commercianti, pre tradizione cauti con il governo, hanno serrato le loro botteghe. Nel complesso sono state arrestate 2.217 persone, 140 solo oggi. L’agenzia Hrana rileva che “uno degli aspetti più preoccupanti dell’attuale ondata di proteste è il numero considerevole di persone di età inferiore ai 18 anni tra gli arrestati. Secondo i dati registrati, 165 detenuti negli ultimi undici giorni erano minorenni”. Per quanto riguarda le vittime, sono 38: 29 civili, 4 membri delle forze dell’ordine e della sicurezza e 5 minorenni. Tutto questo mentre il presidente Masoud Pezeshkian, ha chiesto la “massima moderazione” alle forze di sicurezza di fronte alle manifestazioni antigovernative: “In ogni circostanza devono essere evitati comportamenti violenti o coercitivi”.

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