Usa, agenti dell’immigrazione uccidono una donna a Minneapolis: le hanno sparato mentre tentava di fuggire
L’uccisione di una donna a Minneapolis, ad appena un chilometro dal luogo dove si consumò l’omicidio di George Floyd, da parte degli agenti dell’Immigrazione americana (Ice) rischia di scatenare nuove proteste negli Stati Uniti. Proteste che sono già iniziate sui social, dove i video della sparatoria sono iniziati a circolare e mostrano la donna a bordo della sua jeep che tenta di fuggire da un controllo e per questo viene uccisa a colpi di pistola dall’Ice.
Il video dura qualche secondo e mostra l’auto della donna parcheggiata in mezzo alla strada nella zona di Powerhorn, un quartiere residenziale della città del Minnesota. Quando gli agenti mobilitati per una maxioperazione in città contro l’immigrazione illegale le si sono avvicinati, la vittima ha accelerato tentando la fuga. Inizialmente gli uomini in divisa hanno provato ad aggrapparsi al mezzo intimando alla donna di fermarsi, ma quello più vicino al vetro, visto che la signora non ha risposto all’alt, ha estratto la pistola, l’ha puntata verso di lei a pochi metri di distanza e ha aperto il fuoco. L’auto ha proseguito la corsa nonostante la donna non fosse più cosciente, fino a quando si è schiantata contro altri mezzi parcheggiati. In difesa delle divise è intervenuta su X la segretaria della Sicurezza Interna statunitense, Kristi Noem: “È stato un atto di terrorismo interno”, ha detto durante una conferenza stampa non collegata a Brownsville in Texas.
Nell’area si registrava una massiccia presenza di agenti federali e locali. Tra i partecipanti all’azione c’era anche Gregory Bovino, alto funzionario della U.S. Customs and Border Patrol, noto per essere stato il volto delle operazioni di repressione anti-migranti a Los Angeles, Chicago e in altre città. Con oltre 2mila agenti dell’Ice mobilitati, Minneapolis è finita al centro della campagna dell’amministrazione Trump contro l’immigrazione illegale. “Gli agenti dell’Ice stanno provocando il caos”, ha detto il sindaco Jacob Frey che, sui suoi profili social, ha chiesto alle forze federali di lasciare immediatamente la città.
Minneapolis e St. Paul sono in stato di allerta da quando il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha annunciato martedì l’avvio dell’operazione legata in parte ad accuse di frode che coinvolgono residenti di origine somala e che hanno indotto il governatore Tim Walz (ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris) a non ripresentarsi per un nuovo mandato.