Crans Montana, in Italia le salme di 5 ragazzi morti. L’ambasciatore Cornado: “Le famiglie delle vittime chiedono giustizia”
Un volo dell’Aeronautica militare ha riportato in Italia le giovanissime vittime italiane della strage di Crans-Montana. Un C-130 è partito da Sion ed è atterrato a Milano Linate. A bordo i feretri dei sedicenni Achille Barosi e Chiara Costanzo, quello di Giovanni Tamburi che sarà trasferito a Bologna, mentre Genova ha accolto il corpo del quasi diciassettenne Emanuele Galeppini. Il volo è ripartito per Roma Ciampino, con il feretro del sedicenne Riccardo Minghetti. Il feretro di Sofia Prosperi, italo-svizzera che viveva a Lugano, non è stato imbarcato: le esequie si svolgeranno nella città elvetica.
Milano
Subito dopo l’atterraggio del volo di Stato sulla pista dell’aeroporto militare di Linate le bare sono state spostate dall’aereo ai carri funebri, alla presenza dei parenti e delle autorità con i gonfaloni di Regione, Comune e città metropolitana. Un sacerdote ha benedetto le bare dei ragazzi, mentre i parenti le sfioravano. Sulla pista dell’aeroporto militare di Linate è calato il silenzio assoluto, in segno di rispetto e dolore per le giovani vittime. Ad accogliere i feretri il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco di Milano, Beppe Sala.
Genova
Il feretro di Galeppini è arrivato a Genova nel pomeriggio. A bordo di un’auto di Asef, con le corone del Comune di Genova e della Regione Liguria, anche un cuscino di fiori del Genoa, squadra di cui Emanuele era grande tifoso. L’auto era seguita dalla macchina con a bordo i genitori di Emanuele. Ad accogliere la salma a Milano c’erano il governatore Marco Bucci e l’assessore alla protezione civile Giampedrone mentre alla cappella della chiesa dei frati cappuccini interna al Policlinico San Martino di Genova si trovano la sindaca di Genova Silvia Salis e l’assessore regionale Massimo Nicolò. Il corteo funebre è stato scortato fino alla chiesa dalle moto della Polizia locale.
Roma
Ad accogliere il feretro ed i familiari di Minghetti, arrivato a bordo del C-130 a Ciampiano, il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani.
Il rogo
Il rogo divampato nella notte di San Silvestro al locale Constellation ha provocato 40 morti morti e oltre 100 feriti, aprendo interrogativi drammatici sulle condizioni di sicurezza. “Una tragedia che segna un prima e un dopo – ha detto il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin – È la prima volta nella mia vita che mi trovo di fronte a un evento che porta via giovani vite e ho l’impressione che ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana per molte persone e per me. Se fossimo stati in grado di evitare prima una simile tragedia, lo avremmo fatto – ha dichiarato a Rsi – ma purtroppo è accaduto. Dobbiamo conviverci, imparare da questa esperienza e fare tutto il possibile per limitare i rischi. Il rischio zero non esiste”.
Parole che cozzano con le dichiarazioni di domenica dell’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado: “Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia ma una tragedia evitabile: sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso”. Mentre oggi il diplomatico ha ricordato che si attendono risposte sul piano delle indagini. “Le famiglie delle vittime chiedono giustizia. Le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione“, ha poi aggiunto, riferendosi all’incontro con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e Stephan Ganzer, capo del dipartimento per la sicurezza vallesano.
Le indagini
Sul fronte giudiziario, le indagini si annunciano complesse e lunghe come ha chiarito la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, intervenuta al telegiornale dell’emittente Rts. “Chiaramente qualcosa non ha funzionato – ha affermato – non si possono avere così tanti morti e feriti e dire che tutto è andato liscio». L’inchiesta dovrà stabilire con precisione cosa sia accaduto e dove si siano verificati i punti critici, facendo luce sulle eventuali responsabilità. Ci vorrà un’enorme quantità di tempo. Siamo nella vita reale, non in una serie Tv di 45 minuti”, ha sottolineato Pilloud, spiegando che saranno necessarie indagini tecniche approfondite e l’ascolto di moltissime persone.
Un lavoro delicato, affidato anche agli specialisti dell’Ufficio di medicina legale di Zurigo, con l’obiettivo di dare risposte alle famiglie colpite: “Vogliamo spiegare ai genitori che hanno perso i figli, ai fratelli e alle sorelle, cosa è successo. E per farlo non possiamo trascurare nessuna pista”. A Roma, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo, si terranno il 7 gennaio i funerali di Riccardo Minghetti. La salma della sedicenne Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, non sarà invece imbarcata sul volo di Stato: le esequie si svolgeranno nella città elvetica.
I feriti
Dalla notte di Capodanno, i pazienti accolti dall’Ospedale Niguarda di Milano provenienti da Crans-Montana sono in tutto undici: i primi tre sono arrivati l’1 gennaio, a poche ore dall’evento, altri quattro sono stati trasferiti a Niguarda il 2 gennaio da diversi ospedali della Svizzera, mentre sabato se ne sono aggiunti ulteriori 2. Nella giornata di ieri sono stati presi in carico due pazienti provenienti da Aarau e Zurigo. Quasi tutti i feriti, spiega una nota dell’ospedale, hanno 15-16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una donna di 55. Sette sono considerati in condizioni particolarmente serie e necessitano di cure più intensive.
“Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti”, si legge nella nota. Le equipe che si stanno prendendo cura dei pazienti lavorano alla Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso, al Centro Ustioni, alla Anestesia e Rianimazione. Le Sale Operatorie sono attive a regime con tutti i professionisti coinvolti, per garantire in tempo reale la piena assistenza a ciascuno di questi undici pazienti. Accanto a loro sono sempre presenti anche infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e un team dedicato di psicologi, che assiste le famiglie. Restano ancora ricoverati in Svizzera, a Zurigo, tre italiani. Il team sanitario, il team della protezione civile e gli psicologi sono al lavoro per valutare le condizioni di trasportabilità e quindi le possibilità di rientro in Italia.