Trump e la cattura di Maduro: così gli Usa hanno forzato la legge approvata dopo l’attacco alle Torri Gemelle
L’accerchiamento al regime di Maduro è iniziato mesi fa: prima l’affondamento delle navi che l’amministrazione Usa riteneva cariche di droga e provenienti dal “narcostato” chavista, poi il porto colpito dai droni della Cia e infine l’operazione delle forze armate Usa che hanno catturato Maduro e la moglie Cilia Flores, chiudendo la parabola di un potere durato 13 anni. Ma in base a quale forzatura della legge Donald Trump ha potuto compiere questa operazione di regime change? Il pretesto del narcotraffico e di un’azione antiterrorismo è stato centrale per evitare il passaggio dal Congresso, obbligo imposto nel caso si vogliano intraprendere operazioni militari in un altro Paese. In questo caso però, il governo Trump è ricorso alla legge di “autorizzazione all’uso della forza militare”, approvata dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Prevede che l’urgenza di rispondere a un attacco improvviso in nome della sicurezza nazionale scavalchi il passaggio al Congresso. AUMF, Authorization for Use of Military Force, sostanzialmente dà il via libera al presidente a urgenti azioni antiterrorismo, ed è questa la leva utilizzata per l’attacco a Caracas. Già nella conferenza stampa di Trump, il tema del narcotraffico era però del tutto scivolato sullo sfondo, per non dire dimenticato: tutto il discorso del presidente è stato centrato sul prossimo sfruttamento del petrolio venezuelano da parte delle compagnie americane.
Il profilo di illegalità e la forzatura della legge – Al fattoquotidiano.it Mario Del Pero, professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti all’Institut d’études politiques – SciencesPo di Parigi, aveva specificato che già le eliminazioni sommarie delle presunte navi del narcotraffico erano azioni illegali “sia per il diritto internazionale che per quello statunitense. La competenza per dichiarare una guerra – aveva detto – è del Congresso. In teoria l’amministrazione che intraprende atti militari di questo tipo deve notificare il Congresso dopo 48 ore ed ottenere una sua autorizzazione dopo 60 giorni. Lo stabilisce una legge del 1973, il War Powers Act. L’amministrazione Trump non lo sta facendo”. Del Pero spiegava poi che il pretesto legale usato dalla Casa Bianca era l’esistenza di “uno stato di guerra con il Venezuela” perché le gang del narcotraffico sono classificate dagli Usa come “organizzazioni terroristiche straniere, riesumando così una categoria molto opaca utilizzata nella guerra al terrore post 11 settembre. E cioè che questi presunti membri di organizzazioni terroristiche, come le persone che stavano sulle imbarcazioni affondate, sono unlawful combatants, cioè combattenti illegali che quindi non sono protetti dalle convenzioni internazionali”.
Nyt: “Attacco di Trump al Venezuela senza autorità legale” – “L’attacco di Trump al Venezuela è illegale e poco saggio”, ha titolato il New York Times in un editoriale, ricordando la lezione negativa dei tentati cambi di regime da parte Usa. Il quotidiano inoltre sostiene che “senza l’approvazione del Congresso, le sue azioni violano la legge statunitense” e che “procedendo senza alcuna legittimità internazionale, autorità legale valida o sostegno interno, Trump rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove che vogliono dominare i propri vicini”. “Più immediatamente, minaccia di replicare l’arroganza americana che portò all’invasione dell’Iraq nel 2003″, prosegue il quotidiano. “La Costituzione – scrive il board – richiede l’approvazione del Congresso per qualsiasi atto di guerra. Sì, i presidenti spesso spingono i limiti di questa legge, ma anche Bush cercò e ottenne il sostegno del Congresso per l’invasione dell’Iraq, e i presidenti successivi hanno giustificato l’uso dei droni contro gruppi terroristici con una legge del 2001 dopo l’11 settembre. Trump non ha nemmeno un’apparenza di autorità legale per i suoi attacchi al Venezuela“. “Speriamo – conclude il Nyt – che la crisi attuale finisca meno male di quanto temiamo. Temiamo che l’avventurismo di Trump aumenti la sofferenza dei venezuelani, l’instabilità regionale e produca danni duraturi agli interessi americani nel mondo. Sappiamo che la politica bellicosa di Trump viola la legge”.