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La “Bestia di Kandahar” arma decisiva nella cattura di Maduro? L’indiscrezione e cosa è il drone è RQ-170 Sentinel

Media internazionali e analisti Osint offrono delle ricostruzioni, ma da Washington e Caracas non arrivano riscontri ufficiali
La “Bestia di Kandahar” arma decisiva nella cattura di Maduro? L’indiscrezione e cosa è il drone è RQ-170 Sentinel
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Il drone RQ-170 Sentinel, soprannominato la “Bestia di Kandahar”, impiegato nell’operazione Absolute Resolve, la missione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro: la notizia circola da ore su testate militari e internazionali, ma è ancora avvolta nel mistero. A rilanciare l’indiscrezione è ABC News, che ha pubblicato un filmato “verificato” e condiviso da un tracker Osint (Open source intelligence). Le immagini mostrerebbero un RQ-170 in rientro a Porto Rico dopo aver fornito supporto alla missione. Si tratta, al momento, di un tassello indiziario: il video attesterebbe il volo e il rientro del velivolo, non l’esito dell’operazione né il ruolo specifico svolto.

Il RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto stealth prodotto da Lockheed Martin, progettato per missioni di sorveglianza e di intelligence. La sua storia operativa — dall’Afghanistan al Medio Oriente — lo rende uno degli asset militari più riservati dell’apparato statunitense, spesso associato a operazioni riservate. Sul piano ufficiale, però, mancano conferme. Anche le fonti che riportano il coinvolgimento del drone invitano alla prudenza, sottolineando che le informazioni disponibili derivano da analisi Osint e da media specializzati, non da comunicazioni governative. Anche se fosse vero, operazioni di questo livello verrebbero coperte da segreto oppure sarebbero accompagnate da smentite ufficiali.

Questo modello di drone è stato anche oggetto di documenti pubblicati da WikiLeaks risalenti al dicembre del 2011, quando un Sentinel venne operato dalla Cia per sorvegliare su siti nucleari iraniani e fu catturato quasi intatto dalle forze di Teheran nei pressi di Kashmar, nel nord-est dell’Iran. Gli iraniani interferirono con i suoi segnali GPS e lo indussero a un atterraggio forzato credendo di tornare alla base di Kandahar, in Afghanistan.

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