La Camera dà il via libera definitivo alla manovra, ma restano i nodi che hanno spaccato la maggioranza. Magi in aula con il cartello “vendesi”
L’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla legge di Bilancio con 216 sì. I voti contrari sono stati 126, gli astenuti 3. Il testo viene così licenziato a un giorno dalla chiusura dell’anno e dall’esercizio provvisorio, dopo oltre due mesi e mezzo dall’approvazione in Consiglio dei ministri. Il percorso è stato accidentato e ha visto la maggioranza fibrillare in più passaggi. Il governo rivendica il risultato finale, soprattutto sul fronte della tenuta dei conti. “È una manovra seria e responsabile, costruita in un contesto complesso, che concentra le limitate risorse a disposizione su alcune priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità”, ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dal canto suo pare accontentarsi del voto favorevole purchessia: “Ce l’abbiamo fatta. Noi l’abbiamo approvata, altri Paesi in Europa non ce l’hanno fatta”. L’opposizione fin dal primo momento ha bollato il testo come “asfittico” e “privo di prospettive per la crescita”. Di sicuro molti dei nodi e delle tensioni che hanno caratterizzato l’esame parlamentare non sono sciolti e si ripresenteranno nei prossimi mesi. A partire da quello delle pensioni, che resta un tasto dolente per la Lega e ha spaccato il centrodestra facendo sfiorare la crisi.
Magi con il cartello “vendesi”. Schlein: “Promesse tradite”. M5s: “Miliardi in armi”
Durante le dichiarazioni di voto le opposizioni sono tornate all’attacco per il monocameralismo di fatto che anche quest’anno ha caratterizzato l’approvazione della manovra. “La nostra democrazia parlamentare sta marcendo, rendiamocene conto”, ha detto il leader di +Europa Riccardo Magi, sventolando un cartello con la scritta ‘vendesi‘. “Questa manovra è stata esaminata da 10 persone in commissione Bilancio, questo posto si può chiudere, vendere, valorizzare come fa il vostro amico Trump. Stiamo andando verso una china pericolosissima. Qui c’è un banco che teniamo vuoto, quello di Matteotti. Sapete cosa aveva cominciato a prendere di mira Matteotti? L’eccesso della decretazione di urgenza in quella fase storica”.
La leader dem Elly Schlein si è concentrata invece sui contenuti della manovra: “Non riesce ad affrontare le prime preoccupazioni degli italiani, è sbagliata. È una manovra di austerità, che prevede la crescita zero, e una manovra di promesse tradite: volevate abolire la Fornero e invece avete aumentato l’età pensionabile, avete aumentato le minime solo di un paio di caffè, avete abolito opzione donna e avete aumentato le accise. Non vi crede più nessuno”. E ancora: “So che questo vi fa arrabbiare ma è l’Istat che lo dice: questa manovra aiuta i più ricchi perché l’85% della riduzione delle aliquote va alle famiglie più ricche”.
Per il M5s ha parlato Daniela Torto. “Il cuore” di questa manovra è il pacco a orologeria per gli italiani”, ha detto. “Miliardi di euro presi per buttarli in armi, altro che difesa, siamo in una economia di guerra. Miliardi che spendete in armi invece di aiutare gli italiani a pagare le bollette“. Poi l’elenco delle promesse non rispettate: “I 25 miliardi promessi alle imprese per far fronte ai dazi dove sono finiti? E i 15 miliardi per il tanto sbandierato piano casa? E che fine hanno fatto le pensioni minime a 1.000 euro al mese? Siete la destra dei banchieri, delle multinazionali, delle compagnie assicurative, dei colossi del web a cui fate sconti plurimiliardari“. Torto anche ha imitato Giorgia Meloni, ripetendo le frasi pronunciate dalla leader FdI nel 2019 quando – dall’opposizione – aveva affermato che “nel momento in cui il Parlamento non può decidere sulla legge di bilancio” non c’è più democrazia parlamentare.
Nicola Fratoianni di Avs ha parlato di “legge di bilancio fatta non di prudenza ma di austerità. Lo fate ora per tenervi qualche margine per la prossima” che sarà alla vigilia della campagna elettorale, “intanto però tagliate tutto”. “Tagliate tutto persino sulla sanità, rispetto al Pil il finanziamento continua a scendere, tagliate i fondi alla scuola e li date a quella privata, nulla sulla ricerca né la cultura. E poi il capolavoro sulle pensioni, su cui siete inciampati, avete fatto il patatrac, il miracolo di peggiorare addirittura la legge Fornero. L’unica cosa che aumenta in modo significativo è la spesa militare”.
Passati gli odg della Lega su pensioni e flat tax giovani
Lunedì sera i deputati avevano detto sì alla fiducia posta dal governo con 219 favorevoli e 125 contrari. I lavori sono poi andati avanti fino alle 4:30 del mattino con l’esame degli ordini del giorno. È passato con parere favorevole del governo l’ordine del giorno del Carroccio che chiede di sterilizzare l’innalzamento dell’età pensionabile previsto dalla manovra stessa, che spalma l’aumento del requisito attuale dei 67 anni prevedendo un mese in più dal 2027 e tre mesi dal 2028. Per il vicepresidente del M5S Michele Gubitosa “è la comica finale di una maggioranza che in campagna elettorale ha promesso la luna sulle pensioni e ha finito col fare peggio di Mario Monti ed Elsa Fornero“. Il ministro Giancarlo Giorgetti lunedì sera, allargando le braccia, si è limitato a commentare che “si vedrà nel 2026” e già l’aver previsto in manovra una gradualità dello scalino ha richiesto “oltre un miliardo” di coperture. “Giorgetti smentisce ancora la Lega”, l’attacco del Pd con la capogruppo Chiara Braga. “Cercano di riscrivere la manovra con gli ordini del giorno ma la pezza è peggio del buco”. Il governo si è anche impegnato, sempre su sollecitazione della Lega, “a valutare, compatibilmente con i saldi di finanza pubblica”, l’opportunità di iniziative normative per introdurre una flat tax giovani “per contrastare il fenomeno della loro fuga all’estero e la perdita di capitale umano”.
Ritirato quello su Strade sicure
Il partito di Matteo Salvini ha in compenso ritirato l’ordine del giorno che chiedeva di aumentare i militari di ‘Strade sicure’, operazione che il testo definiva “indispensabile per la sicurezza del nostro Paese che va mantenuta e potenziata, anche per far fronte alle straordinarie esigenze connesse allo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali ‘Milano – Cortina 2026’, alla minaccia terroristica e al mantenimento dell’ordine pubblico, al fine di rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni e convogli ferroviari, nei siti e luoghi sensibili”. Ma per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, quel programma iniziato nel 2008 va chiuso.
Passato anche l’odg riformulato, firmato dal deputato azzurro Raffaele Nevi, che chiede di estendere i benefici dell’iperammortamento ai beni prodotti fuori dall’Unione europea riconsiderando la “clausola di esclusione” della manovra. Secondo Repubblica, la mossa risponde alla preoccupazione del gruppo statunitense Caterpillar, che ha scritto al governo chiedendo di modificare la norma.
Bocciate le richieste dell’opposizione su rdc e stop all’aumento delle spese militari
Bocciati invece gli odg dell’opposizione sul ripristino del reddito di cittadinanza e sullo spostamento di fondi dalle spese militari alle risorse per il servizio sanitario. “Lasciare gli indigenti privi di uno strumento come il Rdc significa legittimare lo sfruttamento, alimentando il rischio di infortuni e morti sul lavoro”, la protesta del capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto. “Mentre l’intelligenza artificiale fa passi da gigante, togliere diritti e usare la povertà come forma di ricatto è ripugnante”. Sul secondo fronte Nicola Fratoianni di Avs attacca: “Andiamo ormai verso un’economia di guerra e ci andiamo speditamente” mentre “6 milioni di italiani – un numero mai visto – hanno rinunciato a curarsi, perché non se lo possono permettere e perché il sistema sanitario nazionale non è in grado di rispondere ai loro bisogni”.
La deputata del M5S Chiara Appendino, che aveva presentato un odg su misure a sostegno delle politiche pubbliche integrate di sicurezza urbana, dal canto suo mette il dito nella piaga dell’aumento dei crimini. “Giorgia Meloni e i suoi vivono su un altro pianeta”, dice, perché “per la presidente del Consiglio i cittadini si sentono tutti più sicuri, le baby-gang non esistono, periferie e stazioni sono oasi felici. È vero il contrario. Allora a questa maggioranza diciamo: aprite gli occhi. Nelle periferie i cittadini hanno paura di uscire di casa, nelle città c’è il far west. È lo stesso Viminale a mettere in fila i numeri del fallimento: scippi +8%, rapine +24%, violenze sessuali +34%”.
Accolto, “seppur in forma riformulata e più blanda”, l’ordine del giorno dem che chiedeva il ripristino dei fondi all’Istituto italiano di tecnologia.