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Campobasso, 5 medici indagati per la morte di madre e figlia 15enne: “Omicidio colposo e lesioni”. Sequestrati gli alimenti in casa

Iscritti sul registro medici e personale sanitario in servizio al Cardarelli di Campobasso nei giorni durante i quali il nucleo familiare era andato in ospedale a causa di forti sintomi da intossicazione. C'è anche l'ipotesi di una contaminazione accidentale di farine con veleno per topi
Campobasso, 5 medici indagati per la morte di madre e figlia 15enne: “Omicidio colposo e lesioni”. Sequestrati gli alimenti in casa
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Cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono indagati per la morte di Sara Di Vita, di 15 anni, e della mamma, Antonella Di Ielsi, di 50 anni, causata da un’intossicazione alimentare dopo la cena della vigilia di Natale nella loro abitazione di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Le ipotesi di reato avanzate dalla Procura sono omicidio colposo e lesioni colpose. Il marito della donna, ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma, resta in gravi condizioni. Intanto, in casa della famiglia Di Vita sono stati sequestrati prodotti alimentari conservati in frigorifero, in particolare “vongole, cozze, seppie baccalà e funghi, questi ultimi prodotti confezionati e certificati, consumati il 24 dicembre”. Lo ha detto il direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale del Molise, Giovanni Di Santo, spiegando che questi alimenti sono stati inviati all’Istituto zooprofilattico per le dovute analisi.

I sintomi dopo la cena e i due accessi al pronto soccorso

Nella giornata di domenica gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso hanno effettuato un ampio sequestro di alimenti nell’abitazione di Pietracatella dove la famiglia aveva consumato i pasti natalizi. Sono stati prelevati barattoli, conserve, prodotti commestibili e scarti di alimenti recuperati anche dai rifiuti, tra cui gusci di vongole. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi e stanno lavorando su tutte le piste, in attesa degli esiti degli accertamenti tecnici e tossicologici. Secondo quanto riportato da Repubblica, i primi malesseri sarebbero comparsi dopo una cena consumata in casa prima delle festività natalizie. Sara e la madre si sarebbero recate due volte al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, il 25 e il 26 dicembre, venendo in entrambe le occasioni dimesse. Si ipotizzava inizialmente una gastroenterite. Poi, l’improvviso peggioramento delle condizioni cliniche, il nuovo ricovero e il decesso.

Il cibo sotto esame: “Pesce, funghi o farina contaminata”

Secondo quanto si apprende la famiglia aveva mangiato anche funghi. L’indagine, coordinata dalla Procura, si concentra non solo sull’individuazione dell’eventuale agente responsabile dell’intossicazione, ma anche sulla ricostruzione della sequenza degli eventi sanitari, compresi i primi accessi al pronto soccorso nei giorni precedenti ai decessi, già oggetto di acquisizione di cartelle cliniche e referti ospedalieri. Intanto Gianni Di Vita, 55enne padre della ragazza e marito della donna, che aveva accusato sintomi insieme a loro, è stato trasferito ieri all’Istituto Spallanzani di Roma. Le sue condizioni sono giudicate stabili, ma l’uomo resta sotto stretto monitoraggio ed è sottoposto ad accertamenti specialistici. Controlli sono stati disposti anche per la figlia maggiore, 19 anni, asintomatica, non avrebbe consumato la cena di Natale in casa.

Tra gli accertamenti che sta svolgendo la polizia ci sono anche verifiche su una eventuale contaminazione accidentale di farine. Qualche mese fa in un mulino che produce farina di proprietà di parenti dei Di Vita c’era stata una disinfestazione contro la presenza di topi. Le indagini non escludono quindi anche una pista riguardante la possibilità di una contaminazione della farina con il veleno.

“Pensava che la cura sarebbe bastata”

A parlare sono anche gli amici di Sara: “Avevamo sentito Sara per l’ultima volta a Santo Stefano, al telefono”, raccontano Giovanna e Donatella D. e Giuseppe S., amici della ragazza fin dall’infanzia. “Pensava che la pesante cura che le avevano dato in ospedale sarebbe bastata, non pensava assolutamente che le condizioni si sarebbero potute aggravare”. E aggiungono: “Avevamo programmato alcune feste tra amici proprio in questi giorni. Ieri saremmo dovuti andare insieme a un compleanno. Diceva che si sarebbe risolta presto”.

La famiglia Di Vita è molto conosciuta in paese. Gianni Di Vita è stato sindaco di Pietracatella per due mandati ed è commercialista per molti esercizi della zona. La moglie Antonella collaborava con lui nello studio a Campobasso. Sara frequentava il liceo classico nel capoluogo molisano. La coppia ha anche una figlia maggiore, di 18 anni, che è stata portata in ospedale a Roma solo a scopo precauzionale, non avendo manifestato sintomi. Secondo i primi accertamenti, la ragazza non avrebbe partecipato alla cena del 23 dicembre, ma solo ai pranzi più allargati della vigilia e di Natale.

Il medico: “Un’evoluzione clinica rarissima”

Le cause precise dei decessi non sono ancora chiare. Tra le ipotesi al vaglio: botulino, listeria, epatite fulminante o una intossicazione chimica. A spiegare la gravità del quadro clinico è Vincenzo Cuzzone, responsabile della Rianimazione del Cardarelli di Campobasso: “I quadri clinici hanno avuto un’evoluzione veramente rara che ha portato rapidamente al decesso nonostante le forme di supporto intensive che abbiamo messo in atto”. E aggiunge: “Hanno cominciato ad avere i sintomi dopo un pasto, ma sono notizie frammentarie. C’è stata un’insufficienza epatica e poi una cascata di eventi, uno dopo l’altro, con una rapidità veramente unica che ha portato a un’insufficienza multiorgano”.

L’inchiesta della Procura

La Procura di Campobasso ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile, guidata da Marco Graziano. Gli investigatori hanno acquisito le cartelle cliniche, ascoltato le persone informate sui fatti e sequestrato i cibi presenti in casa, che saranno sottoposti ad analisi di laboratorio. L’autopsia sui corpi di madre e figlia è stata disposta per mercoledì.

Il paese in lutto: “Non si può morire così”

Pietracatella, poco più di mille abitanti, è avvolta dal silenzio. “Una tragedia che ci lascia senza parole”, dichiara il sindaco Antonio Tommasone. “Il paese adesso è vuoto. Siamo tutti in casa, non sappiamo che dire”. Il primo cittadino ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali e ha annullato tutte le iniziative natalizie. “Conosco Gianni Di Vita da molti anni, ora è consigliere comunale. Parlo a fatica. Sono ore di grande dolore per tutti noi”. Nei bar del paese, oltre allo sgomento, emerge la rabbia. “Vogliamo capire il motivo dell’intossicazione, ma soprattutto se i medici avrebbero potuto salvarle e perché siano state rimandate a casa più volte”, dicono alcuni conoscenti a Repubblica. “Non si può morire in questo modo”.

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