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Bracciante schiacciato dal trattore a Foggia: aveva 30 anni. Flai-Cgil: “Strage silenziosa nell’agricoltura”

Il 20 novembre scorso un 26enne era morto ribaltandosi con il muletto in un frantoio di Bisceglie. Flai-Cgil: “Un dolore che si ripete, settimana dopo settimana, e che non può essere derubricato a fatalità”
Bracciante schiacciato dal trattore a Foggia: aveva 30 anni. Flai-Cgil: “Strage silenziosa nell’agricoltura”
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L’ennesimo caso di morte sul lavoro nel settore agricolo. Un bracciante di 30 anni è rimasto ucciso in campagna, schiacciato dal trattore che stava guidando. Il fatto è avvenuto nelle terre del borgo San Carlo, appartenente al comune di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Non si tratta dell’unica morte sul lavoro avvenuta di recente nelle campagne pugliesi. Già il 20 novembre scorso, un ragazzo di 26 anni aveva perso la vita in un frantoio di Bisceglie, nella provincia di BAT. Il decesso era avvenuto in seguito al ribaltamento del muletto guidato dal ragazzo, appena fuori dall’azienda.

Antonio Ligorio, segretario generale della Flai-Cgil Puglia, commenta così le due morti: “Ancora una volta ci troviamo a piangere giovani vite spezzate mentre svolgevano il proprio lavoro. È una strage silenziosa che continua nell’indifferenza generale e che riguarda soprattutto l’agricoltura, uno dei settori più fragili e più esposti ai rischi”.

Secondo i dati Inail , da gennaio a luglio 2025, le denunce di infortuni in agricoltura sono salite a 1.326 e i casi mortali in regione sono aumentati del 60% rispetto al 2024. Numeri che, avverte Ligorio, “non ammettono esitazioni né ritardi nelle misure di prevenzione. La sicurezza non è un costo, è un diritto fondamentale, e quando viene negato significa che qualcuno non ha fatto il proprio dovere”.

Il sindacato chiede al governo di intervenire con un piano straordinario sulla sicurezza in agricoltura, con investimenti nel settore, ispezioni più frequenti, percorsi formativi obbligatori e l’utilizzo di mezzi moderni e sicuri.

Il sindacalista conclude con un appello morale alle istituzioni e alle imprese: “Basta parole di circostanza. Ogni volta che un giovane muore in campagna o in un frantoio, muore un pezzo della nostra terra. La Puglia non può accettare di essere la regione con uno dei più alti numeri di infortuni in agricoltura. La sicurezza deve diventare la prima priorità. Non un giorno, non un mese: sempre”.

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