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Il gruppo che controlla Moschino e Alberta Ferretti licenzia 221 persone: “Rischio che perdano il lavoro a Natale”

Gruppo Aeffe ha avviato la procedura a ottobre: c'è un tavolo al ministero, che ha aperto a soluzioni alternative. Per ora è stallo. La Filtcem: "Azienda dimostri maggiore responsabilità"
Il gruppo che controlla Moschino e Alberta Ferretti licenzia 221 persone: “Rischio che perdano il lavoro a Natale”
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Il rischio è che i licenziamenti scattino proprio a Natale, colpendo oltre duecento persone tra Milano e San Giovanni in Marignano. Per questo arriva il grido di “forte preoccupazione” della Filctem Cgil sulla vertenza del Gruppo Aeffe, che controlla gli storici marchi della moda Moschino e Alberta Ferretti. L’azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo a ottobre 2025, la seconda nel giro di un anno, e riguarda 221 dipendenti sui 540 della società.

L’azienda è in crisi: il bilancio semestrale 2025 registra ricavi per circa 100 milioni di euro, con un ulteriore -27,8% rispetto al 2024, che già si era chiuso con un calo del 21%. Sulla vicenda è in piedi un tavolo con il Mimit e il ministero del Lavoro, vista la natura strutturale della crisi che ha investito il gruppo negli ultimi due anni. I ministeri hanno manifestato la disponibilità a mettere in campo soluzioni che azzerino i licenziamenti concedendo ammortizzatori sociali in deroga (la cassa attuale terminerà il 12 gennaio) e supportando la ricerca di partner industriali, oltre ad aprire al Fondo di salvaguardia. Ma al momento non si è smosso nulla.

Ora la Filtcem Cgil Milano, quella sotto la quale ricade il maggior impatto dei licenziamenti con 120 dipendenti interessati nelle sedi di via San Gregorio e via Donizetti, dove ci sono gli showroom e gli uffici delle funzioni creative e commerciali del gruppo, lancia un nuovo grido d’allarme chiedendo una “maggiore assunzione di responsabilità” da parte del Gruppo Aeffe, affinché “si evitino licenziamenti a ridosso delle festività natalizie”. La “priorità – sottolinea il sindacato – è la salvaguardia dei posti di lavoro e la difesa di due marchi simbolo del made in Italy, inseriti in un settore già duramente colpito da ripetute crisi”.

Il prossimo appuntamento al tavolo di crisi del Mimit, fissato per il 21 gennaio, sarà decisivo. Anche se il Gruppo Aeffe è intenzionato a procedere per la sua strada, senza attendere l’esito del tavolo: “L’azienda – insiste la Filtcem – dovrà presentare un piano concreto di risanamento e rilancio, aprendo a percorsi negoziali che garantiscano le massime tutele per chi lavora: sia per chi resterà, sia per chi dovesse essere coinvolto in eventuali uscite”. Sindacati e ministero sono anche in attesa dell’esito – previsto entro fine dicembre – dell’analisi dell’esperto indipendente Riccardo Ranalli, nominato dalla Camera di Commercio della Romagna per il piano di risanamento nell’ambito della composizione negoziata della crisi.

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