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Leonardo, conti in salute con il vento del riarmo Ue. Ordini a +23% e utile in crescita del 19%

Nei primi nove mesi del 2025 il gruppo ha registrato ricavi per 13,4 miliardi e un risultato operativo di 945 milioni. L’utile netto ordinario è salito a 466 milioni (+28%)
Leonardo, conti in salute con il vento del riarmo Ue. Ordini a +23% e utile in crescita del 19%
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Il colosso italiano della difesa Leonardo, fresco di memorandum di intesa con Airbus e Thales per unificare le rispettive attività spaziali, continua a godere di buona salute, sospinto dal riarmo europeo e dal boom di commesse nel settore aeronautico. Nei primi nove mesi del 2025 il gruppo ha registrato ricavi per 13,4 miliardi di euro (+11,3%) e un risultato operativo di 945 milioni (+18,9%). L’utile netto ordinario è salito a 466 milioni (+28%) e l’indebitamento netto è sceso a 2,3 miliardi, in calo di oltre un quarto rispetto a un anno fa.

Gli ordini ammontano a 18,2 miliardi (+23,4%), spinti dall’“ottima performance dell’Aeronautica” e in particolare dal contratto per la fornitura di supporto logistico e addestramento per la flotta Eurofighter del Kuwait. Il book to bill si attesta a 1,4, con un portafoglio ordini che copre oltre due anni e mezzo di produzione. Tutti i principali comparti – Elettronica per la difesa e sicurezza, Elicotteri e Aeronautica – sono in crescita, nonostante la cessione della divisione sistemi aerei senza pilota (Uas).

Il flusso di cassa operativo resta negativo per 466 milioni, per effetto della stagionalità, ma migliora del 22,5%. L’Ebit, a 722 milioni (+13,5%), risente di oneri straordinari legati alla chiusura della controversia sul programma NH90 norvegese e ai costi di alcune operazioni industriali.

“I volumi in costante crescita e la solida redditività confermano il nostro posizionamento competitivo sul mercato domestico e internazionale”, commenta l’ad Roberto Cingolani, che ribadisce la guidance 2025 rivista al rialzo lo scorso luglio. Il manager cita anche l’avanzamento delle operazioni di crescita inorganica, tra cui l’acquisizione di Iveco Defence e il memorandum con Airbus e Thales per una nuova società nel settore spaziale, “per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa”.

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