Si è svolta questa mattina al Campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano la cerimonia di commemorazione dei Caduti civili e militari della Repubblica Sociale Italiana organizzata, come ogni anno, dal movimento neofascista Lealtà e Azione tramite l’associazione Memento. Una quarantina di militanti si sono così dati appuntamento al camposanto dove sono sepolti coloro che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, decisero di continuare a combattere per il fascismo. Nonostante gli organizzatori avessero imposto il divieto di celebrazione del “rito del presente”, qualche militante ha comunque deciso di omaggiare i propri caduti esibendo il saluto romano. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di fiori sull’altare del Campo 10 e diversi militanti hanno omaggiato le tombe dei caduti. Tra tutte le lapidi, spicca quella di Nicola Bombacci, tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia nel 1921 passò allo schieramento opposto partecipando alla creazione della Repubblica Sociale Italiana per poi morire fucilato a Dongo nel 1945 assieme a Benito Mussolini: oggi la sua lapide è stata omaggiata con una rosa rossa. Gli organizzatori non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti: “Respingiamo al mittente insinuazioni riprese da alcune testate giornalistiche circa la legittimità di questa cerimonia, la quale si celebra da sempre nell’assoluto rispetto delle leggi vigenti e non omaggia ‘criminali di guerra’ bensì soldati e patrioti che tra il 1943 e il 1945 sono stati animati da un solo faro, che è lo stesso che anima oggi la nostra attività associativa: l’Italia, nei suoi confini fisici e spirituali”, si legge nel comunicato stampa dell’associazione Memento.
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