“Un giorno il popolo si renderà conto che lo stiamo avvelenando e imbrogliando”: Franco Berrino svela i veleni nascosti nella nostra alimentazione quotidiana
“Un giorno il popolo si renderà conto che lo stanno avvelenando e imbrogliando, comincerà a porsi domande e smetterà di conformarsi e di sottomettersi all’arroganza dell’industria alimentare, dell’agricoltura chimica, della plastica, dei farmaci perfino della scienza”. L’avvertimento è netto, quasi un manifesto. Franco Berrino, epidemiologo di fama internazionale e già Direttore del Dipartimento di Medicina preventiva dell’Istituto Tumori di Milano, nel suo ultimo libro Il nostro veleno quotidiano (Rizzoli) denuncia senza mezzi termini i rischi di un sistema che, più che proteggere la salute, spesso la compromette. Abbiamo chiesto di parlarci dei principali temi di questo – come indicato nel sottotitolo – “Manuale di resistenza alimentare”.
Circondati dagli ultra-processati
Dottor Berrino, partiamo dai cibi ultra-processati.
“Sono tutti quegli alimenti che contengono ingredienti che non troviamo nelle nostre cucine: coloranti, addensanti, conservanti, esaltatori di sapidità. Non solo: spesso sono prodotti a cui è stato tolto qualcosa di naturale (come le fibre, per ottenere la farina 00) e aggiunto qualcos’altro. Bevande zuccherate e “zero”, snack, salumi industriali, piatti pronti, merendine: più se ne consuma, più cresce la mortalità, soprattutto cardiovascolare. Negli Stati Uniti oltre il 50% delle calorie arriva da questi cibi, in Italia siamo intorno al 20-25%, ma molto più nei bambini, grandi consumatori di merendine e bibite gassate”.
Sul banco degli imputati anche carne e salumi…
“Le carni rosse fresche, se consumate in eccesso, aumentano il rischio di tumore al colon e allo stomaco, anche per l’elevata presenza di ferro che favorisce processi ossidativi. Nei salumi il problema principale sono la presenza di nitriti e nitrati, usati come conservanti: rendono il prodotto più sicuro dal punto di vista microbiologico, ma aumentano il rischio di cancro. Esistono prosciutti crudi senza nitriti, come il Parma e il San Daniele, che sono più assimilabili alla carne fresca. In ogni caso, carne e salumi andrebbero sempre accompagnati da molte verdure, ricche di sostanze antiossidanti che riducono il danno”.
Additivi nascosti
Nel libro lei mette in guardia dagli additivi, in particolare dagli emulsionanti. Perché?
“Gli emulsionanti, spesso indicati in etichetta come “mono e digliceridi degli acidi grassi”, servono a rendere soffici i prodotti da forno o cremosi i gelati. Ma gli studi – come il NutriNet francese – mostrano che chi ne consuma di più ha un aumento del rischio di tumori al seno e alla prostata. Inoltre possono danneggiare la barriera intestinale, favorendo l’infiammazione cronica, terreno fertile per molte malattie”.
Anche i sostituti vegetali “salutari” possono essere ingannevoli?
Sì. Molti affettati vegani e prodotti “plant-based” sono ultra-processati: per esempio, per ottenere le proteine isolate della soia o del pisello si interviene con procedimenti industriali che trasformano profondamente l’alimento. Non sono certo equivalenti a legumi o cereali integrali”.
L’invasione delle microplastiche
Passiamo alle plastiche, un tema molto discusso.
“Due sostanze in particolare sono problematiche: il bisfenolo A, presente nelle plastiche dure di molti articoli e nei rivestimenti interni delle lattine, e gli ftalati, usati per ammorbidire le plastiche. Il bisfenolo A è un potente interferente endocrino con azione simile agli estrogeni: per anni è finito nel latte dei neonati attraverso i biberon scaldati a bagnomaria, condizionando diverse generazioni di bambini. È stato vietato nei prodotti per bambini nel 2011, ma continua a essere usato in molti imballaggi, anche se l’UE ne ha recentemente limitato l’uso. Il problema è che spesso viene sostituito con il bisfenolo F o S, chimicamente simili e potenzialmente ugualmente pericolosi. Gli ftalati invece, che rendono morbide le plastiche (giocattoli, pellicole alimentari), sono anti-androgeni e associati a riduzione della fertilità maschile”.
Queste microplastiche vanno poi a finire anche nell’acqua.
“È ormai accertato che siano presenti sia nelle acque in bottiglia, sia in quelle di rubinetto, per rilascio dalle tubature e dalle bottiglie stesse. La soluzione è usare filtri: a carbone attivo, che trattengono parte delle microplastiche, o a osmosi inversa, che arrivano a bloccarne la maggior parte. L’acqua filtrata risulta così più sicura e l’eventuale minore presenza di sali minerali la compensiamo comunque dal consumo di verdure e alimenti integrali”.
A rischio i più piccoli
I bambini sono ancora più esposti?
“Molto di più. I bambini gattonano, mettono tutto in bocca, respirano polveri domestiche che contengono residui di microplastiche e pesticidi. Alcuni giochi in plastica, soprattutto quelli morbidi, rilasciano ftalati. Uno studio ha perfino misurato le microplastiche nelle feci dei bambini: dieci volte superiori a quelle degli adulti. È un dato impressionante, che ci dice quanto i più piccoli assorbano veleni senza saperlo, anche solo giocando su tappeti sintetici o erba artificiale. L’alternativa? Facciamoli giocare con giocattoli di legno e in ambienti più naturali”.
Chimica nei piatti
C’è poi la questione dei pesticidi.
“Le leggi fissano limiti di residui per ciascun prodotto, ma non considerano l’effetto accumulo né il cosiddetto cocktail effect: se su un grappolo d’uva vengono usati dieci pesticidi diversi, ciascuno nei limiti, nessuno sa quale sia l’effetto combinato. Alcune di queste sostanze hanno azione ormonale documentata. Ma ci si può difendere: scegliendo alimenti biologici e cucinando cibi semplici, cereali integrali, legumi e verdure di stagione. In questa maniera rendiamo il biologico non molto costoso, soprattutto se si evitano i prodotti trasformati che anche questo settore offre”.
Dolce da morire
Un altro capitolo è dedicato agli zuccheri e ai dolcificanti.
“Consumiamo troppi zuccheri, soprattutto in forma liquida. Un bicchiere di bibita zuccherata al giorno aumenta il rischio di morte del 10%. E non pensiamo che i dolcificanti artificiali siano una soluzione. Anzi: i grandi studi mostrano che aumentano la mortalità e il rischio di diabete. Il motivo? Sono talmente dolci da ingannare l’intestino, che reagisce come se arrivasse zucchero vero: apre i canali per assorbirlo e, a lungo andare, altera il metabolismo, favorendo l’insulino-resistenza. Meglio usare frutta intera o in qualche caso un po’ di miele di qualità, senza inseguire l’illusione del ‘dolce senza conseguenze’”.
La vera prevenzione delle malattie
Infine, la prevenzione. Cosa significa davvero?
“Prevenzione non vuol dire sottoporsi a check-up infiniti, ma ridurre l’esposizione quotidiana ai veleni e adottare stili di vita sani. La politica dovrebbe sostenere l’agricoltura biologica e misure come la sugar tax. Ma anche senza attendere le leggi, possiamo scegliere ogni giorno: cucinare semplice, leggere le etichette, limitare le plastiche e difendere i bambini, che sono i più esposti a queste sostanze”.