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“Ho ucciso mia madre, ma quel giorno ho ucciso anche me stesso”, Ruben Andreoli condannato a 24 anni

La decisione della Corte d'Assise è arrivata nel primo pomeriggio. Nel 2023 Andreoli uccise a calci e pugni il genitore dopo un litigio
“Ho ucciso mia madre, ma quel giorno ho ucciso anche me stesso”, Ruben Andreoli condannato a 24 anni
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“Ho fatto la cosa più brutta al mondo: ho ucciso mia madre”. Ruben Andreoli, 48 anni di Sirmione, è stato condannato a 24 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Brescia per l’omicidio della madre, Nerina Fontana. Davanti alla Corte Andreoli ha raccontato spontaneamente le vicende e i fatti che lo hanno portato a compiere quel gesto estremo il 15 settembre 2023. Il 48enne aveva – per cui era stata una perizia psichiatrica – ucciso il genitore a calci e pugni dopo una discussione. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo.

“È cominciato con un litigio stupido e poi non ci siamo più parlati per dieci giorni” ha detto. Poi venerdì “tutto è esploso” a causa di un confronto sulle foto del matrimonio. “Le tensioni accumulate negli anni, la morte di mio padre, la perdita del bambino da parte di mia moglie, mi hanno fatto perdere il controllo. Ho distrutto tutto il mio mondo” ha ammesso Andreoli. Rivolgendosi poi ai propri parenti e alla moglie si è scusato e ha chiesto la loro vicinanza.

Secondo l’accusa la donna fu colpita a testa, volto, gambe e torace. All’epoca dei fatti, Andreoli, che viveva con la madre insieme alla moglie, era stato ritrovato dagli agenti immobile seduto sul divano, con “scarpe, calze e pantaloni sporchi di sangue”. Ma di quanto avvenuto l’imputato non sembra ricordare nulla, “solo uno schiaffo, poi il buio“. Una testimone dichiarò: “Ho visto Ruben che saltava sulla testa della madre. Gli ho urlato di smettere, ma non c’è stato nulla da fare. Sembrava che non mi sentisse”. L’uomo però non oppose resistenza all’ex poliziotto che per primo irruppe in casa prendendo Andreoli per le spalle e allontanandolo dalla donna.

Andreoli oggi si è poi rivolto alla Corte: “Ho ucciso mia madre, ma quel giorno ho ucciso anche me stesso. Vi chiedo solo pietà e una pena giusta”. Il pubblico ministero ha chiesto per Andreoli la condanna all’ergastolo. La Corte presieduta da Roberto Spanò si è poi ritirata in camera di consiglio. La decisione è arrivata nel primo pomeriggio: 24 anni di carcere.

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