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“L’esercito israeliano è il più pulito al mondo”: prof israeliano sospeso dal Politecnico di Torino

Pini Zorea, professore dell’università israeliana di Braude, ha difeso l'esercito israeliano davanti agli studenti di un corso di dottorato. "Esternazioni inaccettabili", il commento del rettore Stefano Corgnati
“L’esercito israeliano è il più pulito al mondo”: prof israeliano sospeso dal Politecnico di Torino
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L’esercito “più pulito al mondo“. A definire così l’Idf israeliano è stato Pini Zorea, professore dell’università israeliana di Braude, il 15 settembre davanti agli iscritti di un corso di dottorato d’ingegneria del Politecnico di Torino. Le frasi di Zorea, ospite dell’ateneo piemontese, sono finite al centro della bufera dopo essere state diffuse sui social da un collettivo studentesco. Il Politecnico ha sottolineato che “il corso è di sua esclusiva titolarità senza alcuna collaborazione con l’Università di Israele” e ha condannato le frasi del docente, sospendendo la collaborazione didattica.

La frase del professore è arrivata in risposta alla contestazione degli studenti di “Cambiare Rotta” e del collettivo universitario autorganizzato. I due gruppi studenteschi erano entrati in aula con lo striscione “Boicottare il riconoscimento facciale” in riferimento alle tecnologie che sostengono avere “un nome preciso: complicità con l’apartheid israeliana”. “Io sono d’accordo con voi con la libertà della Palestina, ma da Hamas – ha affermato l’insegnante – Ero un soldato e posso dirvi che l’Idf è l’esercito più pulito”. La lezione di Pini Zorea si svolgeva nell’ambito dell’insegnamento Princìpi e tecnologie di elaborazione di immagini digitali legato al corso di dottorato in Ingegneria elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni, che prevede anche lezioni tenute da ospiti internazionali. Il collettivo “Cambiare Rotta” aveva chiesto di annullare il corso.

Il rettore Stefano Corgnati si è subito dissociato: “Appena venuto a conoscenza dell’inaccettabile esternazione, ho disposto, con effetto immediato, l’interruzione del modulo e la cessazione di ogni rapporto con il docente”. “Il Politecnico, anche attraverso i suoi organi di governo, ha da sempre condannato ogni forma di violenza – ha proseguito il rettore – ripudiando la guerra e esprimendo sdegno e riprovazione per il continuo massacro della popolazione civile a Gaza”.

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