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Bologna, furto da un milione di euro a un’anziana grazie alla “truffa del finto carabiniere”: arrestati i responsabili

Il modus operandi dei due era sempre lo stesso: si muovevano in camper con all'interno una moto con targa contraffatta, utilizzata per mettere a segno i furti
Bologna, furto da un milione di euro a un’anziana grazie alla “truffa del finto carabiniere”: arrestati i responsabili
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Una pettorina dei Carabinieri e una moto con targa contraffatta. È quanto è bastato a due uomini – un 40enne e un 31enne – a Bologna per portare a casa un bottino da un milione di euro. La tecnica utilizzata è stata quella del finto carabiniere e la vittima invece è una signora di 80 anni residente in Zona Barca, a Bologna appunto. I due sono stati arrestati, ma dopo una lunga indagine durata tre mesi.

La truffa del “finto carabiniere”

I due presunti responsabili – arrestati dalla Squadra mobile di Bologna – sono andati in moto nell’abitazione della signora di 80 anni truffata, fingendo di essere dei carabinieri e affermando di essere lì perché dei ladri nei giorni precedenti erano entrati nell’abitazione. La signora – spaventata – li ha subito accompagnati nel caveau, dove i due hanno fatto bottino pieno. Orologi preziosi, penne da collezione e persino medaglie al valore del marito per un bottino totale da un milione di euro. L’80enne si è accorta della truffa quando i due sono fuggiti via da casa, facendo perdere le loro tracce in pochissimo tempo.

La ricostruzione

I due sono stati arrestati il 28 luglio a Rimini, ma è servito tempo, oltre ad appostamenti, pedinamenti, raccolta e analisi delle riprese delle videocamere di sorveglianza del condominio della vittima. Alla fine, però, la squadra mobile di Bologna è riuscita a individuare i soggetti, che avevano attivato un modus operandi ben definito e sempre uguale.

In Emilia i due sarebbero arrivati con due camper (uno con targa italiana e uno con targa francese), con all’interno una moto. Parcheggiato il mezzo a quattro ruote, i due sono saliti in sella e hanno raggiunto l’abitazione della signora, mettendo a segno il colpo. Ed era sempre questo il metodo utilizzato. Al rientro nelle rispettive abitazioni, i mezzi venivano parcheggiati distanti per impedirne l’associazione.

Attraverso il sistema di lettura targhe (contraffatte), si è arrivati a individuare la moto e poi i due camper con i quali si spostavano i malviventi. Dopo tanti giorni di ricerca, complicata dalla necessità di arrestare i due contemporaneamente per evitare la fuga dell’altro, i presunti responsabili sono stati trovati in provincia di Rimini a bordo dei loro mezzi utilizzati per i furti.

Dopo una perquisizione personale e domiciliare i poliziotti hanno trovato, occultati nei vani dei caravan, alcuni oggetti utilizzati per i furti, indumenti riconducibili agli scassi, denaro in contante e preziosi di sospetta provenienza, oltre a una moto usata per recarsi sui luoghi dei delitti. Per ora, però, del bottino non si hanno tracce. Le forze dell’ordine continuano a lavorare per ritrovarlo. Entrambi i fermati avevano già precedenti penali per reati contro il patrimonio, uno proprio per la truffa del Carabiniere messa in atto un anno prima.

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