Inizia la stagione su terra rossa e tra un mese rientra Sinner: quanti punti difendono i rivali, da Zverev ad Alcaraz
Con il primo Master 1000 su terra battuta a Montecarlo – al via domenica 6 aprile – comincia ufficialmente la “clay season”, la stagione sulla terra rossa. Il grande assente è Jannik Sinner, che non sarà in campo ancora per un mese esatto, fino al 4 maggio, a causa della sua sospensione legata al caso Clostebol e non potrà difendere i punti accumulati ad aprile 2024. Ancora una minima chance quindi per Alexander Zverev, che potrà tentare il sorpasso in vetta al ranking Atp ma solo se si aggiudicherà i tre tornei in programma fino al ritorno dell’azzurro nel circuito (impresa quasi impossibile, visto il suo recente stato di forma).
I prossimi tornei: quanti punti difendono Zverev e Alcaraz
Montecarlo, Barcellona o Monaco di Baviera e Madrid. Sono questi i prossimi impegni prima di spostarsi a Roma per gli Internazionali d’Italia (dal 7 al 18 maggio) dove sarà presente anche Sinner e a Parigi per il Roland Garros (dal 25 maggio all’8 giugno). Se Carlos Alcaraz è fuori dalla corsa per il primo posto del ranking fino al ritorno dell’italiano, Zverev ha ancora una possibilità ma in totale scarta 2550 punti: i 100 di Montecarlo e Madrid, i 50 di Monaco, poi i 1000 vinti a Roma e i 1300 della finale al Roland Garros. Oltre 2300 i punti da difendere anche per Casper Ruud che ha vinto a Barcellona (500) e a Ginevra (250) ed è arrivato in finale a Montecarlo (650), oltre alla semifinale a Parigi (800). Molto diversa invece la situazione di Alcaraz. Lo spagnolo difende 2200 punti ma ha disputato solo due tornei: i quarti di finale a Madrid (200) e la vittoria dello Slam francese (2000). Uno score che gli consentirebbe di guadagnare punti lì dove lo scorso anno non ha giocato, come a Montecarlo e a Roma, mentre al Roland Garros dovrebbe replicarsi. Quanti punti scarta Sinner invece? Sono 600 tra la semifinale di Montecarlo e i quarti a Madrid. Poi gli 800 del Roland Garros 2024, ma a differenza dei primi due tornei Sinner potrà difendere la semifinale raggiunta lo scorso anno. Se non addirittura migliorarsi, magari raggiungendo la sua prima finale Slam sulla terra. Più indietro infine l’americano Taylor Fritz e Novak Djokovic, che difendono rispettivamente 885 e 950 punti.
Cosa cambia con l’inizio della stagione su terra rossa
Rispetto al cemento, la terra rossa ha caratteristiche completamente diverse. La pallina ha un rimbalzo più alto con i giocatori che hanno un tempo maggiore di reazione, dal momento che il colpo – specialmente quello piatto che ha una rotazione minore – perde velocità dopo aver raggiunto la superficie. La terra predilige anche i colpi in backspin (la rotazione è all’indietro) in cui la palla rallenta drasticamente. E in questo caso la difficoltà sarebbe quella di imprimerle forza e velocità quando ormai non ne ha più. Per quanto riguarda i giocatori, questa superficie favorisce chi gioca da fondo campo e chi ha una maggiore resistenza fisica a causa degli scambi prolungati. Un esempio è Alcaraz che ha un’ottima fase difensiva ed è in grado di reggere lo scambio a lungo. Ma anche Ruud e Zverev, che non a caso sono tra i giocatori che hanno guadagnato più punti lo scorso anno. Un altro tennista abile sulla terra è Matteo Berrettini che nel 2024 ha vinto tre ATP 250, tutti su questa superficie, ed ha un backspin tra i migliori del circuito. Bisogna anche menzionare Lorenzo Musetti (medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2024) . A perderci invece è Daniil Medvedev: il russo non è mai stato un amante della terra battuta, come dimostrano i suoi risultati con un trofeo vinto nella “clay season” contro i 18 su campi duri. Anche Sinner non può essere definito un esperto “terraiolo”, avendo vinto solo un torneo – nel 2022 a Umago in finale contro Alcaraz – forse perché penalizzato da un fisico non troppo resistente, specialmente nei primi anni nel circuito. Ed è stata l’unica superficie in cui non ha alzato trofei nel 2024. Va detto però che più un tennista è forte e più le differenze tra le superfici tendono ad appianarsi. Il tennis resta uno sport che si gioca con la testa prima ancora che con i colpi. E l’aspetto mentale è forse la caratteristica migliore dell’italiano, che al suo ritorno punterà sicuramente a vincere gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros.