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Ultimo aggiornamento: 9:22 del 29 Gennaio

Meloni indagata, secondo Donzelli (FdI) “una parte della magistratura è nervosa per la riforma della giustizia”

Il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ripete la versione di Meloni: "Non ci faremo intimidire"
Meloni Indagata, Donzelli: "Non ci faremo intimidire. Faremo la riforma della giustizia"
di Manolo Lanaro
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“Faremo la riforma della giustizia”. Lo ripete più volte il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, intercettato da alcuni cronisti nei pressi di Montecitorio, pochi minuti la diffusione del Giorgia Meloni in cui la premier annuncia di essere indagata. “Non ci faremo intimidire, non ci facciamo ricattare” afferma Donzelli, ricalcando le affermazioni di Meloni. “Possono inventarsi qualsiasi cosa noi andremo avanti”. Donzelli fornisce la sua lettura degli eventi. “Sicuramente c’è una parte della magistratura che in questo momento è particolarmente nervosa perché stiamo facendo la riforma della giustizia”. Non è un atto dovuto dopo una denuncia l’iscrizione nel registro degli indagati? “Secondo me non è dovuto – ribatte Donzelli ai giornalisti – questo modo della sinistra di fare opposizione”. “Facciamo notare come chi ha presentato la denuncia sia un parlamentare da molti anni fuori dalla politica. “Se questi personaggi politici di sinistra alla ricerca non so di cosa vogliono fare queste battaglie e utilizzare pezzi di magistratura per cercare una scorciatoia per il fatto che perdono continuamente le elezioni è una loro scelta. Mi dispiace che ci siano alcuni, singoli, pochi magistrati politicizzati che si prestano a questo e che sono profondamente sbagliate perché il governo fa bene a fare il proprio dovere compreso la riforma della giustizia”. Inutile dire che il merito della vicenda, oggetto della denuncia di Luigi Li Gotti, ovvero il caso di Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale e poco dopo liberato e rimpatriato in Libia resta, purtroppo, del tutto secondario. Donzelli ringrazia “gli esponenti di governo perché da cittadino italiano sono contento che un personaggio simile sia stato mandato immediatamente il Libia dopo che era stato scarcerato dalla stessa giustizia”. Scarcerato per il mancato intervento del ministro Carlo Nordio? “Sul fatto che il ministro avrebbe avuto il tempo di intervenire risponderà lui, ci sono atti che aspettano molto più tempo – minimizza Donzelli, che punta invece e sulle tempistiche del mandato d’arresto della Cpi – su questo anzi chiedere delle risposte e la Corte le dovrà dare”.

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