Il mondo FQ

Incontri brevi e in tarda mattinata, molti altri cancellati: le strategie dello staff di Biden per limitarne le gaffe

Il Wall Street Journal spiega che le tecniche per proteggere il presidente "hanno funzionato fino a giugno, quando è salito sul palco per il dibattito con Trump"
Commenti

Scambi brevi e concentrati su un argomento e incontri solo in tarda mattinata perché prima per il presidente “non era un buon momento”. Per lo staff di Joe Biden erano queste le regole cardine per gestire l’agenda del presidente, che dava crescenti segni di difficoltà, sia cognitiva che motoria, nell’affrontare gli impegni che il suo ruolo richiedeva. Difficoltà che poi si traducevano in gaffe e strafalcioni che facevano il giro del mondo, creando un vortice di dubbio sulle sue capacità. E se fosse ancora in grado di ricoprire il ruolo di commander in chief. I suoi collaboratori hanno tentato di proteggerlo per tutti i quattro anni della presidenza, fino a constatare poi che la situazione era peggiorata nella seconda parte del mandato. A ricostruire nel dettaglio il dietro le quinte della Casa Bianca è il Wall Street Journal, che descrive un presidente alle prese con “giornate buone e giornate cattive”, durante le quali molti incontri venivano addirittura cancellati. Sulla base di interviste con 50 fonti, il giornale americano spiega che le tecniche per proteggere Biden “hanno funzionato fino a giugno, quando il presidente è salito sul palco per il dibattito con Trump“.

Lo staff lo ha sempre protetto, notando come il suo programma giornaliero andava adattato alla sua età avanzata. A giugno la conferma che la situazione fosse ormai difficilmente gestibile, ma già da tempo i segnali di un rallentamento di Biden erano evidenti a chi gli stava intorno, tanto che alcuni dei suoi consiglieri hanno inviato una direttiva ai politici più potenti in Congresso e agli alleati che volevano incontrare faccia a faccia il presidente. Se nei primi due anni la situazione appariva più sotto controllo, nella seconda metà della presidenza la strada si è fatta in salita. Gli incontri si sono diradati ulteriormente e lo staff di Biden era sempre al suo fianco per limitarne le gaffe, diventate ormai insostenibili per il suo partito e per la sua immagine di candidato alle presidenziali. L’epilogo è arrivato a luglio, quando ha ceduto alle pressioni dei democratici e ha annunciato il suo ritiro dalla corsa alla Casa Bianca, a tre mesi dal voto. Al suo posto la vicepresidente Kamala Harris, che a novembre è stata sconfitta da Donald Trump. Intanto, a pochi giorni dal suo insediamento, tra gli ultimi impegni ufficiali, Biden e la fist Lady Jill saranno a Roma dal 9 al 12 gennaio per incontrare Papa Francesco, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Il 10 gennaio Biden avrà un’udienza con il Papa.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione