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Davydenko contro la parità dei montepremi per uomini e donne nel tennis: “Non è giusto, ecco perché”

Per l'ex n. 3 del mondo è sbagliato che le donne tenniste siano pagate allo stesso modo, visto che le loro partite hanno meno set
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L’ex numero tre del mondo Nikolay Davydenko entra nella polemica del dibattito sulla parità dei montepremi tra il circuito maschile e femminile del tennis. Il russo, che ha appeso la racchetta al chiodo da tempo e vanta una carriera di lungo corso, tra cui 21 titoli individuali, ritiene che le giocatrici non dovrebbero guadagnare quanto i colleghi uomini: “Gli uomini – ha detto, come riporta La Gazzetta dello Sport – lavorano e stanno in campo molto di più rispetto alle donne, non è giusto pagarli allo stesso modo”.

Secondo Davydenko, che ha espresso queste opinioni durante un evento che celebrava il ritiro di Elena Vesnina, la differenza tra i due circuiti è evidente soprattutto nei tornei più importanti. “Nei tornei di categoria 250, 500, 1000 è possibile che ci siano gli stessi premi, in quei casi posso anche capirlo – ha detto il russo – Ma quando parliamo di tornei dello Slam, la cosa cambia, è completamente diverso. Le donne non giocano mai partite di 5 set, non giocano per così tanto tempo”.

Il russo ha poi aggiunto un esempio specifico per spiegare la sua posizione: “Per dire, Serena Williams ad esempio nel corso della sua carriera ha vinto certi tornei dello Slam perdendo solo 10 game durante tutto il torneo. Non in un sola partita, dico in tutto il torneo! Ha vinto tantissimi set 6-0 o 6-1 senza nemmeno sudare o consumare energie, tanto era il suo dominio. Questo non succede mai tra gli uomini – ha continuato l’ex numero tre del mondo – Ci sono giocatori che perdono 10 game solo nella prima partita, quando va bene, a volte vai al quinto set al primo turno e poi magari perdi, giocando per delle ore. Non puoi pagare donne e uomini allo stesso modo proprio per questo motivo”.

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