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Russia, a novembre avanzata record in Ucraina. E ora Kiev controlla solo il 30% del Donetsk

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Già a ottobre l’esercito russo segnava un’avanzata senza precedenti da oltre due anni e mezzo, in particolare nell’Ucraina orientale vicino alla città di Pokrovsk. Ma è a novembre, secondo un’analisi dell’Afp basata sui dati dell’Isw (Institute for the Study of War), che Mosca ha segnato la conquista più importante da marzo 2022: l’esercito è infatti avanzato di 725 chilometri quadrati a novembre in Ucraina. Il mese scorso le forze russe hanno guadagnato l’equivalente della superficie di Singapore, cioè più terreno rispetto a ottobre (610 chilometri quadrati) e il 90% di questo territorio (629 chilometri quadrati) si trova nella regione di Donetsk, che comprende un importante snodo ferroviario e stradale.

L’esercito ucraino controlla ora meno di un terzo di quest’area, rispetto a più del 40% al 1° gennaio 2024. Nelle ultime settimane, le forze di Mosca hanno rivendicato numerose città a sud e a est di Pokrovsk, arrivando a 5 chilometri da esse. L’avanzata delle truppe del Cremlino si è accelerata dalla tarda primavera. Compreso il mese di novembre, nel 2024 sono avanzate per oltre 3.500 chilometri quadrati, sei volte di più che nell’intero 2023.

L’ultima volta che la Russia aveva guadagnato di più sul territorio ucraino in un arco di tempo così breve era stato nel marzo 2022 (45.426 chilometri quadrati), quando le sue operazioni si erano estese nel nord del Paese fino alle porte di Kiev, in una fase del conflitto in cui la linea del fronte era molto più mobile. Dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022, al 30 novembre la Russia aveva conquistato 68.050 chilometri quadrati di territorio ucraino. Con la Crimea, annessa nel 2014, e i territori del Donbass controllati dai separatisti prima dell’inizio della guerra. I calcoli dell’Afp si basano sui file forniti quotidianamente dall’Isw, che attinge alle informazioni pubbliche rilasciate da entrambe le parti, e sull’analisi delle immagini satellitari.

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