Roma, 9 gen. (Adnkronos) - "Siamo dalla vostra parte su questo, ma diciamo, non vorrei che ne venisse fuori l'immagine di una contestazione alla presidenza del Consiglio su una cosa sulla quale la presidenza del Consiglio non ha responsabilità. Ovviamente seguiamo la questione del contratto, scaduto da tempo, figuriamoci se non condivido il tema. Penso che si sappia che questo Governo ha particolarmente a cuore il tema del rinnovo dei contratti". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno, dopo che una rappresentanza di giornalisti aveva sollecitato la questione mostrando alcuni cartelli.
"Non mi è chiara -ha ribadito la premier- la ragione per la quale si faccia, diciamo, una mobilitazione in questo contesto, perché immagino che tutti sappiano che la competenza su questo non è del Governo, la responsabilità su questo non è del Governo. L'immagine che ne esce è una contestazione al presidente del Consiglio e non so se in passato sia mai accaduto che alla conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio si facciano delle contestazioni. Tra l'altro, su materie che non sono di competenza del presidente del Consiglio. Voglio semplicemente segnalare al mondo che non dipende da noi, possiamo fare moral suasion, è quello che stiamo facendo, è quello che continueremo a fare".
Meloni si è poi soffermata sul tema dell'"evoluzione della professione, perché chiaramente noi vediamo intorno a noi un mondo che continua a cambiare. Le questioni sono aperte, le nuove tecnologie rischiano di impattare pesantemente. Se si vuole aprire un ragionamento insieme su come si possa sostenere la professione in un contesto nel quale le evoluzioni rischiano di essere molto più grandi di noi il Governo c'è. Abbiamo tra l'altro diverse occasioni di farlo, una è proprio il tema della legge sulle professioni. Questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore, perché noi possiamo parlare quanto vogliamo della tutela della libertà di stampa, della tutela della sicurezza dei giornalisti, delle tutele contrattuali, dell'aumento dei contratti, dopodiché abbiamo un problema per cui rischiamo che da qui a qualche decennio la professione giornalista, come molte altre professioni, non esista più".