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Yemen, raid Usa sui depositi di armi degli Houthi: “Possiamo colpire sempre e ovunque”

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Washington aggiunge un nuovo tassello al quadro del conflitto in atto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro depositi di armi degli Houthi in Yemen utilizzando anche i bombardieri stealth B-2. “Le forze del Centro Centrale di Comando (Centcom) hanno condotto multipli e precisi attacchi aerei su numerosi depositi di armi degli Houthi nelle aree da loro controllate in Yemen”, recita la nota nella quale si parla di “strutture sotterranee fortificate” contenenti “armi convenzionali avanzate usate contro le forze armate statunitensi e le imbarcazioni civili che navigano nelle acque tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden”.

“Queste azioni – continua il comunicato – sono state adottate per ridurre la capacità degli Houthi di continuare i loro attacchi sconsiderati e illegali contro il commercio internazionale e contro il personale e le navi statunitensi, della coalizione, i mercantili nel Mar Rosso, nello Stretto di Bab el-Mandeb e nel golfo di Aden e per ridurre la capacità di minacciare i partner internazionali”. La nota spiega infine che sono stati utilizzati anche “bombardieri B-2” a dimostrazione delle “capacità di attacco globale degli Stati Uniti nei confronti di tali obiettivi quando necessario, in qualsiasi momento, ovunque”.

E’ un fatto rilevante, i questo contesto di guerra incipiente nell’area mediorientale. In primo luogo perché è molto raro che i bombardieri stealth B-2 vengano utilizzato contro gli Houthi. Inoltre l’attacco è sembrato un avvertimento indiretto all’Iran, il principale alleato della milizia sciita yemenita, che hanno preso di mira due volte Israele con attacchi missilistici balistici nell’ultimo anno.

Il Mar Rosso è diventato un campo di battaglia per gli spedizionieri da quando gli Houthi hanno iniziato la loro campagna mirata alle navi che viaggiano attraverso il canale, che vede transitare merci per 1 trilione di dollari l’anno. Gli sciiti hanno preso di mira più di 80 navi mercantili con missili e droni dall’inizio della guerra a Gaza lo scorso ottobre.

La milizia ha sequestrato una nave e ne ha affondate due in un blitz in cui sono rimasti uccisi quattro marinai. Altri missili e droni sono stati intercettati da una coalizione guidata dagli Stati Uniti nel Mar Rosso o non hanno raggiunto i loro obiettivi, tra cui figurano navi militari occidentali. I ribelli sostengono di prendere di mira le navi legate a Israele, agli Stati Uniti o al Regno Unito per forzare la fine della campagna israeliana contro Hamas a Gaza. Tuttavia, molte delle navi attaccate hanno poco o nessun collegamento con il conflitto, comprese alcune dirette in Iran.

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