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Ermini lascia la Direzione del Pd e sceglie la poltrona della holding di Spinelli: “Non voglio creare imbarazzi”

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“Lascio la Direzione nazionale del Pd, non voglio creare alcuna difficoltà”. Dicendosi “amareggiato” per le “strumentalizzazioni”, David Ermini sceglie la poltrona di presidente di Spininvest, la holding del gruppo che fa capo ad Aldo Spinelli, imprenditore portuale ai domiciliari per corruzione insieme all’ex governatore ligure Giovanni Toti. L’ex deputato ed ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura in quota dem era stato accusato, in primis da Andrea Orlando, candidato in pectore alla Regione Liguria. L’ex ministro della Giustizia lo aveva caldamente invitato, nel corso di un colloquio telefonico, a valutare “con la dovuta attenzione” l’ipotesi di un passo indietro.

Ora la comunicazione di Ermini, avvenuto in mattinata al presidente del Pd Stefano Bonaccini: “Ho a lui manifestato il mio sincero stupore e la mia amarezza per le strumentalizzazioni che sono state fatte e che continuano sul mio ruolo nella direzione nazionale”, ha detto Ermini. “Non avrei mai pensato che assumere un incarico professionale potesse suscitare imbarazzi, che risentono evidentemente della situazione e del clima a Genova e in Liguria – ha aggiunto – Per questo, poiché non voglio creare alcuna difficoltà al Pd ho riferito al presidente Bonaccini che lascerò la Direzione nazionale”.

La vicenda stava imbarazzando i dem sul piano politico: lunedì i segretari genovese e ligure si sono detti “stupiti e perplessi” della nomina, definendola “inopportuna nel contesto in cui si colloca”. E il centrodestra, azzoppato dal ciclone giudiziario su Toti che ha portato l’ormai ex governatore alle dimissioni, era subito passato all’attacco: martedì nell’aula del Consiglio regionale ligure il consigliere di Forza Italia Angelo Vaccarezza aveva srotolato un cartello rivolto alle opposizioni con la scritta “Ermini uno di voi”, mentre gli eletti leghisti avevano alzato copie dei giornali che titolavano “l’imbarazzo del Pd”.

L’operazione, orchestrata dal legale di Spinelli, Alessandro Vaccaro, serve a chiedere la revoca degli arresti per l’anziano fondatore del Gruppo (il figlio ha avuto solo l’interdittiva dalle cariche aziendali): fuori dalla gestione societaria e dimessosi Toti, è l’idea, il reato non può essere reiterato, quindi Spinelli senior può tornare libero. Una mossa legale legittima, razionale, cui l’ex deputato ed ex vicepresidente del Csm ha deciso di fare da garante.

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