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“I coloni israeliani hanno assaltato un villaggio in Cisgiordania. Pestato un nostro attivista”: la denuncia di Mediterranea Saving Humans

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Un “assalto in piena regola” al villaggio di Khallet Athaba, durante il quale è stato “aggredito, spinto a terra e picchiato selvaggiamente dai coloni” un attivista della ong italiana Mediterranea Saving Humans. È quanto denuncia la stessa organizzazione non governativa spiegando nei dettagli quanto avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì nei territori palestinesi in Cisgiordania, nella regione di Massafer Yatta, a opera degli israeliani. Intorno a mezzanotte, secondo la ricostruzione di Mediterranea, i coloni degli insediamenti vicini “hanno dato fuoco ai campi e alle piantagioni del villaggio, spostandosi con pick up e mezzi blindati”. Una volta divampato l’incendio, un gruppo di circa 50 persone è entrato a piedi nel villaggio “con mazze e bastoni, aggredendo chiunque trovasse sul suo cammino”.

All’attivista è stato tolto e distrutto il cellulare con cui stava documentando le azioni dei coloni, che “hanno tentato di colpirlo con una zappa alla testa – raccontano dall’ong – colpendolo fortunatamente solo di striscio e causandogli una ferita allo zigomo”. Solo dopo molti minuti dall’inizio del pestaggio è “riuscito a scappare nei campi, sfuggendo agli aggressori e trovando rifugio solo molto tempo dopo in una casa di pastori palestinesi”. Da alcune settimane è attiva la presenza di Mediterranea Saving Humans nella regione di Massafer Yatta, dove gli attivisti hanno affiancato quelli di ‘Operazione Colomba’ nel supporto alla popolazione civile locale. In questi territori gli attivisti italiani accompagnano i pastori al pascolo e gli agricoltori sui campi, provando a documentare costantemente “le azioni violente e intimidatorie” dei coloni.

L’attivista di Mediterranea è stato soccorso intorno all’alba dalla popolazione palestinese ed è stato trasportato all’ospedale di Yatta per le contusioni e le ferite riportate. “Un episodio gravissimo, che a causa dell’azione delle forze di occupazione, per diverse ore ci ha fatto completamente perdere il contatto con il nostro attivista”, dicono da Mediterranea, che ha informato e attivato la rappresentanza diplomatica italiana a Gerusalemme. “Chiediamo che venga accertata l’identità degli assalitori che hanno incendiato i campi e pestato persone ‘armate’ solo di telecamera e macchine fotografiche, e che vengano legalmente perseguiti e sanzionati”, dice l’ong.

Quanto avvenuto a Khallet Athaba segue di poche ore l’annuncio da parte del Consiglio di Pianificazione israeliano di un nuovo avanzamento dei piani di costruzione di oltre 5mila nuove case in Cisgiordania annunciato mercoledì e anticipato l’approvazione della legalizzazione di 3 avamposti ebraici nei Territori. Si tratta – come spiegato dalla ong Peace Now – di Mahane Gadi, Givat Hanan (Susya East) e Kedem Arava indicati come “quartieri” di insediamenti già esistenti.

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