Palermo, 3 apr. (Adnkronos) - "Posso assicurare che l'Università di Messina non dimenticherà mai Sara Campanella". Giovanna Spatari, la Rettrice dell'Università di Messina, non riesce a trattenere la commozione, ricordando la studentessa di 22 anni uccisa lunedì dal collega di corso Stefano Argentino, 26 anni, che ha confessato l'omicidio. Questa mattina, la Rettrice ha incontrato Maria Concetta Zaccaria, la mamma di Sara Campanella. "Una donna straordinaria - dice Spatari all'Adnkronos - Ho trovato una famiglia eccezionale, molto composta in questo atroce dolore. Una famiglia che abbraccio sentitamente". E ribadisce: "Garantisco che l'università non dimenticherà Sara. L'abbraccio non è solo mio, ma della intera comunità universitaria". La mamma di Sara ha ribadito più volte che con la morte della figlia "si è spenta la luce". "È una donna devastata", aggiunge la Rettrice.
Alle 19.30 partirà proprio dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, la fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, che studiava Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aperta a "tutti i cittadini che vorranno prenderne parte".
"Credo che sia importante - dice Giovanna Spatari - perché fa sentire forte il senso di una comunità che si stringe in un momento difficile. Così come la città, che si stringe attorno a una ragazza che ci aveva scelti, aveva deciso di frequentare l'Università a Messina". "Sarà l'abbraccio della sua comunità accademica e della sua città di adozione - aggiunge - non a caso ho chiesto al sindaco di partecipare come istituzione, è l'abbraccio che restituiamo".
Ieri la Rettrice dell'Università Sapienza di Roma Antonella Polimeni, dopo la notizia della uccisione di Ilaria Sula, studentessa dell'ateneo capitolino, ha parlato di "semi di cultura patriarcale". E la Rettrice messinese commenta: "Sì, c'è una fragilità dei nostri giovani, probabilmente, e poi purtroppo, in questi casi noi prendiamo atto sgomenti che quello che noi immaginiamo di fare non è sufficiente. Non è mai abbastanza, perché dietro ogni singolo caso c'è una storia diversa".
Sulla proposta di legge dell'ergastolo per i femmincidi, Spatari spiega: "Per la mia esperienza posso dire in questo momento che la fase del contrasto e della pena è solo l'ultimo step. Io credo che dobbiamo lavorare tanto sulla percezione del rischio dei nostri giovani, per aumentare il livello di allerta, per sensibilizzare su questo aspetto". E aggiunge: "A volte ci sono segnali che vengono sottovalutati".
I giovani dell'UniMe "si sono sentiti profondamente colpiti, immagino che ognuno di loro si senta in pericolo. Accanto a questi casi eclatanti c'è un sommerso...". (di Elvira Terranova)