I giornalisti e le giornaliste precarie della Rai sono pronti alla mobilitazione per chiedere il “giusto contratto” e contro una situazione di stallo che avanti da anni. “Esprimiamo profonda preoccupazione”, si legge nel comunicato diffuso al termine dell’assemblea, “perché il tavolo aperto lo scorso marzo sulla nostra situazione contrattuale, che si protrae ormai da anni, si è arenato dopo continui rinvii”. E, continuano, “chiediamo di convocarlo al più presto per avviare una rapida definizione positiva della nostra vertenza. Rivendichiamo il nostro diritto ad avere il contratto nazionale giornalistico applicato ai giornalisti Rai. Consideriamo inaccettabile che la Rai, azienda pubblica, non riconosca ai lavoratori il contratto previsto dalla legge, e si renda colpevole dell’applicazione di contratti illegittimi e irregolari”.

L’Assemblea si è detta pronta ad aprire, assieme alle proprie legittime rappresentanze sindacali, una fase di mobilitazione che contempli ogni iniziativa utile a conseguire il riconoscimento dei propri diritti. Hanno partecipato in presenza e online 130 persone: si tratta di oltre il 50% dei giornalisti non contrattualizzati come tali (‘false’ partite IVA e interni con contratto da programmisti multimediali) “che ogni giorno contribuiscono in modo imprescindibile a realizzare i programmi di informazione del Servizio Pubblico: tutti, nessuno escluso, eccettuati i TG”.

In sostegno dei giornalisti e delle giornaliste è intervenuto Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra: “Siamo al fianco e sosteniamo le ragioni dei giornalisti che lavorano nelle reti Rai senza contratto giornalistico in mobilitazione per il riconoscimento del diritto ad avere il contratto nazionale”, ha scritto in una nota. “Una cosa assurda che va assolutamente sanata. Professionisti precari non contrattualizzati come tali che con il loro lavoro contribuiscono a realizzare approfondimenti e programmi informativi tipici del servizio pubblico. La Rai, azienda pubblica, non può permettersi di applicare contratti illegittimi e irregolari. I vertici Rai si attivino al più presto”. Poco dopo è intervenuta anche l’ex capogruppo Pd al Senato Simona Malpezzi: “Sostengo con forza”, si legge in una nota, “le ragioni dei giornalisti che lavorano nelle reti Rai senza contratto giornalistico e che ieri hanno deciso di avviare una fase di mobilitazione per il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti”. E ancora: “Parliamo di professionisti precari non contrattualizzati come giornalisti che, tuttavia, contribuiscono con la loro competenza e professionalità a realizzare i programmi di informazione del servizio pubblico. Sarebbe auspicabile e doveroso da parte della Rai, anche alla luce del nuovo contratto di servizio far ripartire il tavolo aperto lo scorso marzo sulla loro situazione contrattuale che ormai rappresenta un chiaro vulnus per l’azienda”.

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