“Fiori e cazzi”. Si intitolerà così – a meno di future censure – la nuova mostra ospitata da Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 23 marzo del 2024. Ad anticiparlo alla stampa è stato Vittorio Sgarbi, sottosegretario al Ministero della Cultura, che della mostra ne è ideatore e curatore. Nello spazio museale ferrarese verranno messe a confronto le opere del pittore Filippo de Pisis e le fotografie di Robert Mapplethorpe. Per questo i corpi nudi maschili, spesso evocati nelle opere dei due artisti, saranno il fil rouge della mostra che Sgarbi, anche presidente della Fondazione Ferrara Arte, ha battezzato con una certa sbarazzina volgarità.

“Il titolo mi sembra perfetto e lo difenderò fino alla fine anche se questo mondo è pieno di moralisti che mi stanno facendo pressioni”, ha lamentato il critico d’arte. “Mi dicono tutti che poi le scuole non verranno, che scandalizzerà ma io invece credo che il titolo abbia una grande immediatezza e sia il riscatto di quello che sembrava innominabile: l’omosessualità di entrambi”. Sgarbi assicura che il titolo rimarrà quello e non verrà minimamente censurato con asterischi o penosi ritocchi grafici. A confronto a Ferrara finiranno quindi le opere al maschile di due artisti omosessuali e della loro rappresentazione del corpo maschile: da un lato i magri “marinaretti” di de Pisis che ha sempre dovuto nascondere la propria omosessualità e dall’altro l’ariosa plasticità dei copri nudi in bianco e nero di Mapplethorpe.

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