Ridirei che Giorgia Meloni è capace perché è stata capace di convincere la maggioranza degli italiani e di batterci alle elezioni. Fa fede quello quando si va al voto. Il problema è che in questo momento non sta dimostrando di essere capace di governare il paese. Sono due cose molto diverse. Dovremo uscire da questo teatrino della politica. Finché staremo in questo teatrino in cui ci insulteremo dalla mattina alla sera e consideriamo nemico un avversario politico, andrà sempre meno gente a votare”. Sono le parole del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che, ospite della trasmissione L’aria che tira (La7), si rende protagonista di un botta e risposta col giornalista de Il Fatto Quotidiano, Luca Sommi.

Bonaccini stronca senza se e senza ma la politica migratoria del governo Meloni, pur non concordando con la linea di Elly Schlein che ha chiesto pubblicamente le dimissioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Possiamo anche chiederne le dimissioni, ma non è che possiamo chiedere ogni giorno le dimissioni di un ministro diverso. Questo governo si sta dimostrando totalmente inadeguato nella gestione delle politiche di gestione dei migranti. Stanno smentendo tutto quello che hanno propagandato dimostrandosi inaffidabili e impreparati“.

E spiega: “Quando dici per anni ‘porti chiusi’ e ‘prima gli italiani’, poi ti ritrovi che non sai gestire le emergenze, perché non hai nessun piano sbarchi, né una politica di gestione dei flussi. In questo momento la politica del governo Meloni si sta mostrando davvero fallimentare. Dobbiamo pretendere il cambio di una linea politica sulla gestione dei migranti e io pretendo che il ministro Piantedosi venga alla Conferenza delle Regioni a presentare a tutte le regioni italiane come si intenda procedere. Noi daremo sempre una mano, ma non pare anche a voi abbastanza surreale che gli sbarchi avvengano in porti di città dove governano solo il Pd e il centrosinistra?“.
“Con questi toni non avrebbe perso le primarie”, commenta ironicamente Sommi.
E Bonaccini non la prende molto bene: “Ma no, Sommi, io ho sempre usato questi toni. Dai, non scherziamo”.
“Veramente è stato un po’ più ecumenico nella campagna per le primarie”, chiosa il giornalista.

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